Cultura ed Eventi
Due ponti per il gemellaggio Gravina-Ronda, ma resta aperto il caso delle miniature di Loglisci
- Dettagli
-
06 Ago 2026
- Pubblicato Giovedì, 06 Agosto 2026 05:32
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 41
Due ponti in miniatura, uno dedicato a Gravina in Puglia e l'altro alla città spagnola di Ronda, diventeranno il simbolo tangibile del gemellaggio tra le due comunità. Le opere saranno installate in un'area pubblica che dovrà essere individuata d'intesa con gli uffici comunali competenti e rappresenteranno un elemento identificativo delle due città, oltre che un segno di unione, dialogo e amicizia tra Italia e Spagna.
L'iniziativa affonda le sue radici nella deliberazione della Giunta comunale del 4 dicembre 2025, quando l'assessore al Marketing territoriale e al Turismo propose la realizzazione e l’installazione delle due con l'obiettivo di rafforzare in maniera visibile e permanente il rapporto con la città di Ronda. Tra le finalità indicate figuravano anche la valorizzazione dell'immagine di Gravina, il potenziamento dell'attrattività turistica e la creazione di un nuovo elemento urbano capace di raccontare la vocazione internazionale della città e il percorso di collaborazione avviato con il comune spagnolo.
Il progetto ha compiuto un ulteriore passo avanti con la determina dirigenziale del 31 luglio scorso, attraverso la quale è stata affidata alla ditta gravinese "Lodamarmi" la fornitura di due miniature artigianali in pietra raffiguranti il Ponte di Gravina e il ponte della città gemellata di Ronda. L'Amministrazione ha ritenuto congrua e soddisfacente l'offerta economica presentata dall'azienda, pari a 48.190 euro.
L'obiettivo dichiarato è quello di dotare la città di un nuovo attrattore turistico e culturale, capace di richiamare l'attenzione dei visitatori e di consolidare il valore simbolico del gemellaggio internazionale.
Tuttavia, proprio questa scelta riporta al centro una questione rimasta finora irrisolta. Se si ritiene che due nuove miniature possano contribuire alla crescita del flusso turistico e alla valorizzazione dell'immagine della città, appare legittimo chiedersi perché non sia stato ancora individuato uno spazio idoneo per esporre stabilmente le numerose miniature dei monumenti di Gravina realizzate dall'artista artigiano Massimo Loglisci.
Si tratta di riproduzioni che raccontano il patrimonio storico e architettonico gravinese e che potrebbero costituire un percorso espositivo permanente di grande interesse per cittadini e turisti. La loro collocazione consentirebbe di valorizzare un'importante produzione artistica locale e, allo stesso tempo, di arricchire l'offerta culturale della città.
La domanda, dunque, resta aperta: se l'Amministrazione riconosce il valore delle miniature come strumenti di promozione turistica e marketing territoriale, quali sono le ragioni che continuano a impedire l'individuazione di un'area destinata ad accogliere anche le opere di Massimo Loglisci, già da tempo disponibili e rappresentative dell'identità storica e culturale di Gravina?






