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Cultura ed Eventi

Violenza sulle donne, dal confronto alla prevenzione: educare al rispetto per costruire relazioni sane

La presentazione del libro Il vizio dello stupro. L'uso politico della violenza sulle donne di Renzo Paternoster si è trasformata in un'importante occasione di dialogo e riflessione su un tema di drammatica attualità. Un fenomeno che continua a occupare le cronache quotidiane, ma le cui radici affondano nella storia dell'umanità e in modelli culturali consolidati nel tempo.

L'incontro, inserito nella rassegna "Libri in Fiore – Fior d'Autore", si è svolto ieri sera nella suggestiva cornice dell'ex Monastero "Santa Maria", offrendo al pubblico un momento di confronto che è andato ben oltre la semplice presentazione del volume.

Accanto alle analisi e alle riflessioni dell'autore Renzo Paternoster, il dibattito si è arricchito del contributo dello psicologo Gabriele Buzzi, che ha approfondito i meccanismi psicologici e culturali alla base di comportamenti violenti e discriminatori. Un punto di vista diverso, ma complementare, è stato quello di Ketti Lorusso, presidente dell'associazione "Philia", che ha portato l'esperienza maturata attraverso il contatto diretto con donne e famiglie, raccontando situazioni reali che testimoniano quanto la violenza, fisica o psicologica, sia spesso nascosta tra le mura domestiche.

A rendere ancora più vivace il confronto è stato Pietro Laico, nel ruolo di "provocatore" del dibattito. Con le sue domande ha stimolato gli ospiti a confrontarsi sugli aspetti più concreti del problema, spostando l'attenzione dalle analisi teoriche alla ricerca di possibili percorsi di prevenzione.

Pur non essendo numeroso, il pubblico ha seguito con interesse l'incontro, partecipando attivamente con domande e riflessioni. In particolare è emersa una questione centrale: cosa si può fare, concretamente, per educare soprattutto i ragazzi e gli uomini a costruire un rapporto corretto, equilibrato e rispettoso con le donne?

Tra gli interventi più significativi quello di un docente e padre, che ha evidenziato come la formazione debba partire dall'educazione quotidiana, in famiglia e nella scuola, luoghi nei quali si costruiscono i valori del rispetto, dell'ascolto e della parità. Un richiamo condiviso dai relatori, convinti che il contrasto alla violenza non possa limitarsi alla repressione dei reati, ma debba fondarsi soprattutto sulla prevenzione, sulla cultura del rispetto reciproco e sulla capacità di riconoscere l'altro come persona, prima ancora che come uomo o donna.

Un messaggio chiaro è emerso dall'incontro: il cambiamento culturale è un percorso lungo, ma necessario. Solo educando le nuove generazioni a relazioni fondate sul dialogo, sulla responsabilità e sul rispetto sarà possibile ridurre quella violenza che ancora oggi rappresenta una delle emergenze sociali più gravi del nostro tempo.