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Cultura, paesaggio e comunità al centro del DSRU di Gravina
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08 Lug 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 08 Luglio 2026 04:51
- Pubblicato Mercoledì, 08 Luglio 2026 04:51
- Scritto da LA REDAZIONE
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Si è svolto presso l’ex Monastero di Santa Maria l’incontro pubblico “Cultura, paesaggio, promozione del territorio – Aspetti culturali del DSRU”, promosso dal Comune di Gravina in Puglia nell’ambito del percorso partecipativo “Crea – Il futuro di Gravina con noi”.
La serata, moderata dalla giornalista Emma Grassi, ha riunito amministratori, tecnici, professionisti, docenti e operatori culturali per approfondire il ruolo della cultura e del paesaggio nel Documento Strategico di Rigenerazione Urbana.
Il consigliere regionale Ubaldo Pagano ha evidenziato la necessità di una programmazione fondata sui dati e su obiettivi di lungo periodo, capace di integrare sviluppo economico, capitale umano, accesso alla casa e rigenerazione urbana.
L’assessora al Turismo Maria Enza Schinco ha richiamato il lavoro svolto per rafforzare l’attrattività di Gravina e i rapporti con città vicine, a partire da Matera, preservando l’identità del territorio. L’assessore all’Urbanistica Leonardo Vicino ha sottolineato che la rigenerazione deve essere non solo fisica, ma anche sociale e culturale, attraverso il recupero di luoghi da destinare ad attività artistiche, educative e inclusive.
Il dirigente dell’Area tecnica Urbanistica, Paesaggio e Ambiente, Michele Mastrodonato, ha illustrato gli scenari del DSRU, che pone al centro la rigenerazione sociale. Tra le proposte figurano un sistema verde connesso, nuovi percorsi ciclopedonali, il recupero di tracciati ferroviari, il collegamento tra parchi e quartieri e una maggiore apertura della città verso il paesaggio della Gravina.
È stato inoltre presentato il modello delle “superilles” di Barcellona, adattato al contesto locale per ridurre il traffico, aumentare il verde e restituire spazio a pedoni, ciclisti e relazioni di vicinato.
Il documento affronta anche il trasferimento di volumetrie da aree congestionate o occupate da manufatti incongrui verso zone da ricucire al tessuto urbano, senza aumentare la cubatura complessiva. Una strategia finalizzata anche a favorire interventi di edilizia sociale e soluzioni abitative più accessibili.
Tre gli obiettivi generali del piano: una città attrattiva, accogliente e competitiva; una città policentrica e abitabile; una città-paesaggio resiliente, interconnessa e accessibile.
L’architetto Ivan Iosca ha illustrato il Piano urbano delle bambine e dei bambini, spiegando che progettare una città per i più piccoli significa renderla più sicura e accessibile anche per anziani, famiglie e persone con disabilità. Il percorso partirà dalle scuole e coinvolgerà gli studenti attraverso attività educative e laboratori di progettazione.
La bioarchitetta Graziella Corti ha presentato il masterplan Nexus, pensato per collegare le due parti della città divise dalla Gravina, valorizzando il parco archeologico, le Sette Camere, i punti panoramici e gli antichi percorsi. La Gravina viene così interpretata non come un limite, ma come elemento centrale dell’identità cittadina.
Nel corso della tavola rotonda, l’avvocato Cocco Cornacchia, vicepresidente della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, ha richiamato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e associazioni culturali.
La produttrice e regista Donatella Altieri ha invitato a considerare la cultura non come un semplice strumento di promozione turistica, ma come un processo capace di radicarsi nel territorio, partire dalle persone e ricostruire i legami della comunità.
L’archeologa e docente Lucia Ricciardi ha infine sottolineato il ruolo della scuola nella conoscenza e nella tutela del patrimonio storico e archeologico, richiamando l’importanza di riavvicinare studenti e cittadini a luoghi come Botromagno e Padre Eterno.
La serata si è conclusa con la presentazione del progetto “Trame d’identità”, dedicato alla realizzazione dell’abito rappresentativo della città di Gravina e di un gioiello identitario.
Il DSRU è consultabile sui canali social di Crea Gravina, attraverso i quali cittadini, associazioni e professionisti possono presentare osservazioni e proposte.





