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Scuola, allarme cattedre vuote: quasi 47mila posti scoperti e la precarietà continua a penalizzare studenti e famiglie
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12 Giu 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 12 Giugno 2026 05:47
- Pubblicato Venerdì, 12 Giugno 2026 05:47
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Con la conclusione dell’anno scolastico 2025/26, il sistema scolastico italiano si trova già ad affrontare una delle emergenze più gravi in vista del prossimo settembre: la carenza di insegnanti. Dopo le operazioni di mobilità del personale docente per l’anno scolastico 2026/27, risultano infatti ancora vacanti ben 46.826 cattedre, di cui 35.365 su posto comune e 11.461 sul sostegno.
Un dato che conferma come la difficoltà nel garantire un organico stabile e completo non rappresenti più un fenomeno episodico, ma una criticità strutturale che si ripete ogni anno e che coinvolge indistintamente tutto il Paese.
Particolarmente allarmante è la situazione della scuola primaria, dove si concentra il maggior numero di disponibilità residue sul sostegno: il 72% dei posti risulta ancora privo di titolare. Una condizione che rischia di compromettere il diritto all'inclusione degli alunni più fragili e di costringere migliaia di famiglie a convivere con continui cambi di insegnante nel corso dell'anno.
Dietro questi numeri si nasconde una realtà che incide direttamente sulla qualità dell'offerta formativa. La cronica mancanza di docenti di ruolo alimenta infatti il ricorso massiccio alle supplenze annuali e temporanee, generando un sistema caratterizzato da elevata precarietà e scarsa continuità didattica. Gli studenti si trovano spesso a cambiare insegnante più volte durante il proprio percorso scolastico, con inevitabili ripercussioni sull'apprendimento, sulla costruzione di relazioni educative stabili e sul raggiungimento degli obiettivi formativi.
La situazione appare ancora più delicata nel sostegno, dove la continuità educativa rappresenta un elemento fondamentale per il successo dell'inclusione scolastica. La frequente rotazione dei docenti e la difficoltà nel reperire personale specializzato finiscono per indebolire il lavoro svolto con gli alunni con disabilità, creando disagi non solo agli studenti ma anche alle loro famiglie.
Le oltre 46mila cattedre ancora scoperte rappresentano dunque non soltanto un problema organizzativo, ma il sintomo di una crisi più profonda che investe il sistema di reclutamento e valorizzazione della professione docente. Senza un piano efficace di stabilizzazione del personale e senza interventi capaci di rendere più attrattiva la carriera dell'insegnante, il rischio è quello di perpetuare un modello fondato sulla precarietà, con effetti negativi sulla qualità dell'insegnamento e sul diritto degli studenti a un percorso educativo continuo e di qualità.
L'avvio del prossimo anno scolastico si annuncia quindi ancora una volta sotto il segno dell'emergenza, mentre migliaia di studenti attendono di sapere chi sarà il loro insegnante e per quanto tempo resterà in cattedra.





