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Cultura ed Eventi

Ambiente e futuro del territorio: il dibattito c’è, ma i cittadini restano alla finestra

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, Gravina ha ospitato un confronto pubblico dal titolo “Qual è il futuro del nostro territorio?”, promosso dagli attivisti del Movimento 5 Stelle locale. Un appuntamento dedicato a temi strategici per il presente e il futuro della Murgia, che ha acceso i riflettori su questioni di grande rilevanza nazionale e locale, dalla transizione ecologica al deposito nazionale delle scorie radioattive.

Argomenti che da anni interessano il territorio murgiano e che oggi appaiono sempre più nelle mani del governo centrale, chiamato a compiere scelte decisive con margini di partecipazione dei cittadini percepiti come sempre più limitati.

Per questo gli organizzatori hanno voluto coinvolgere relatori ed esperti impegnati sui diversi fronti, con l’obiettivo di informare la comunità sulle possibili conseguenze delle decisioni in discussione. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al ritorno del nucleare nel dibattito politico nazionale. Nonostante due referendum popolari abbiano espresso in passato un netto rifiuto delle centrali nucleari, la Camera dei Deputati ha recentemente approvato il disegno di legge sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, che definisce il quadro normativo per lo sviluppo del settore e che ora attende il passaggio al Senato.

Al centro del confronto anche la delicata questione del deposito delle scorie radioattive. Una vicenda che continua a generare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto in relazione ai criteri adottati da Sogin nell’individuazione dei siti ritenuti idonei. Tra le criticità evidenziate, la scarsa considerazione degli aspetti ambientali e delle peculiarità dei territori coinvolti, come l’area murgiana, caratterizzata dalla presenza di un geoparco riconosciuto e da un patrimonio agroalimentare che rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo economico locale.

Da questi temi si è sviluppata una riflessione più ampia sul modello di crescita del territorio, sulle opportunità di creare lavoro qualificato, sul fenomeno della fuga dei giovani e sul ruolo che i Comuni possono ancora esercitare nell’orientare scelte che incidono direttamente sulle comunità locali.

La complessità e l’importanza delle questioni affrontate rendono evidente la necessità di ulteriori momenti di approfondimento e confronto pubblico. Ma il messaggio emerso con forza dal dibattito riguarda soprattutto la partecipazione: decisioni di tale portata non possono essere considerate materia esclusiva delle istituzioni o degli addetti ai lavori. Richiedono attenzione, consapevolezza e coinvolgimento da parte dei cittadini.

Proprio su questo aspetto, tuttavia, resta una riflessione aperta. Se da un lato gli argomenti trattati toccano da vicino il futuro del territorio, dall’altro la partecipazione registrata all’incontro ha lasciato emergere il rischio di un crescente disinteresse della base. Un segnale che merita attenzione, perché le grandi scelte ambientali, economiche e sociali difficilmente possono essere delegate senza un reale e diffuso protagonismo della comunità.