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Olivicoltura italiana al bivio: la crisi dell’oro verde impone interventi immediati
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04 Giu 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 04 Giugno 2026 07:47
- Pubblicato Giovedì, 04 Giugno 2026 07:47
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Le aziende agricole italiane stanno attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni. Gli effetti del cambiamento climatico, sempre più evidenti e devastanti, si sommano alla crescente concorrenza internazionale, spesso caratterizzata da condizioni produttive e commerciali che penalizzano fortemente il sistema agricolo nazionale. Un quadro che sta portando molte imprese ai limiti della sostenibilità economica e, in alcuni casi, della stessa sopravvivenza.
Dopo la grave crisi che ha investito il mercato cerealicolo, ora è il comparto olivicolo a lanciare un forte grido d’allarme. Non è un caso che la Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, su iniziativa dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia Paolicelli, abbia inserito all’ordine del giorno della riunione odierna la delicata questione della “Crisi del mercato dell’olio extravergine di oliva”.
Le criticità che stanno colpendo la filiera dell’EVO sono molteplici e preoccupanti. Negli ultimi mesi si è registrato un significativo rallentamento delle vendite, accompagnato da un consistente aumento delle giacenze nei magazzini. A ciò si aggiungono l’incremento dei costi di produzione, la contrazione dei consumi interni e una serie di distorsioni di mercato che stanno mettendo sotto pressione imprese agricole, cooperative e frantoi.
Il rischio concreto è quello di assistere a una progressiva perdita di competitività di uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano, con ripercussioni economiche e sociali particolarmente pesanti nelle aree rurali del Mezzogiorno, dove l’olivicoltura rappresenta una risorsa strategica per occupazione, reddito e tutela del territorio.
L’olio extravergine di oliva, autentico patrimonio del Made in Italy e ambasciatore della qualità agroalimentare italiana nel mondo, necessita oggi di misure straordinarie e tempestive. Non bastano interventi limitati alla sola produzione: occorre una strategia complessiva che garantisca la tutela del mercato, la valorizzazione della qualità certificata, il contrasto alle pratiche commerciali sleali e un adeguato sostegno alle imprese della filiera.
L’“oro verde” italiano non può essere lasciato solo. Senza risposte rapide ed efficaci, il rischio è quello di compromettere un settore che rappresenta non soltanto un'eccellenza economica, ma anche un presidio ambientale, culturale e identitario del nostro Paese.






