Lun09072026

Last updateSab, 29 Ago 2026 6am

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

 

Back Sei qui: Home Storia, uomini e luoghi Gravina, nove secoli di storia tra Benedettini e identità cittadina

Storia, Uomini e luoghi

Gravina, nove secoli di storia tra Benedettini e identità cittadina

«La storia di Gravina in Puglia rappresenta uno stimolo continuo per gli studiosi, impegnati ad approfondire ricerche e documenti con l’obiettivo di portare alla luce aspetti ancora poco conosciuti della città e della sua comunità». È il pensiero del professor Fedele Raguso, da anni protagonista di un intenso lavoro di studio e ricerca archivistica volto a rileggere la millenaria vicenda storica di Gravina in Puglia attraverso nuove fonti documentarie.

Nell’introduzione al volume “Gravina in Puglia Sec. XI-XIX. Nuovi apporti”, la professoressa Marisa D’Agostino ripercorre il ruolo centrale svolto dal territorio gravinese nel corso dei secoli. Gravina — scrive — fu “Urbs” e “Civitas”: città fortificata e, al tempo stesso, comunità consapevole della propria identità, distinta da ciò che si trovava oltre le mura. Una “terra fortunata”, scelta nei secoli da popolazioni in movimento attratte dalla fertilità del territorio e dalle sue risorse naturali.

Dagli Illiri ai Miceni, fino alla formazione del popolo peuceta nelle aree di Pietramagna e Botromagno, il territorio gravinese divenne crocevia di culture e civiltà. L’elemento autoctono si fuse progressivamente con quello migrante, attraversando i processi di ellenizzazione, romanizzazione e, successivamente, cristianizzazione nell’alto Medioevo. Proprio quest’ultima fase segnò profondamente la storia locale, caratterizzata dal confronto tra il rito greco-bizantino e il rito latino promosso dai Benedettini.

Secondo la professoressa D’Agostino, il professor Fedele Raguso ha dedicato la propria attività di ricerca alla scoperta di nuovi aspetti sociali, economici, culturali e religiosi della città, con l’intento di rafforzare nella comunità gravinese il senso di appartenenza e la consapevolezza delle proprie radici storiche.

Particolare attenzione viene riservata alla presenza benedettina nel territorio di Gravina: il loro arrivo, il ruolo svolto e la lunga permanenza durata circa nove secoli. Con il progressivo declino del rito greco-bizantino e il ripristino del rito latino da parte della Chiesa di Roma, i Benedettini divennero protagonisti di una profonda trasformazione religiosa e sociale del territorio.

Nel capitolo “Benedettini e trasformazioni fondiarie: Gravina, secoli IX-XV”, Raguso ricostruisce con rigore documentario il quadro storico delle attività dei monaci benedettini, facendo ampio ricorso a fonti archivistiche e bolle pontificie. Emergono così le vicende dei piccoli insediamenti monastici gravinesi, collegati a importanti abbazie dell’Italia meridionale come San Lorenzo di Aversa, la Santissima Trinità di Cava dei Tirreni, Santa Maria di Banzi, San Salvatore del Goleto e San Leone di Bitonto.

“I tre studi contenuti nel volume — sottolinea infine la professoressa D’Agostino — rappresentano episodi di storia locale che si inseriscono pienamente nel più ampio quadro della storia generale, sostenuti da un solido metodo storiografico”.