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Cultura ed Eventi

Montessori, la scuola che educa alla libertà: emozione e applausi alla “San G. Bosco”

Si chiuderà al termine di questo anno scolastico il primo ciclo della scuola primaria che ha adottato il metodo Montessori presso il plesso “San G. Bosco”, un’esperienza educativa che nel tempo è riuscita a trasformarsi da scommessa guardata con scetticismo a realtà consolidata e apprezzata da famiglie, docenti e istituzioni.

Ieri gli alunni della classe quinta E, grazie all’impegno delle insegnanti e al team del teatro “Vida”, hanno potuto e voluto rendere omaggio alla figura di Maria Montessori attraverso un recital intenso e coinvolgente, ripercorrendo il pensiero e l’opera della donna che ha rivoluzionato il modo di guardare all’infanzia e all’educazione. Un momento carico di emozione che ha commosso l’intera platea: occhi lucidi tra genitori, insegnanti e presenti in aula, a partire dalla dirigente scolastica Antonia Masserio, visibilmente toccata dalla sensibilità e dalla maturità dimostrate dai piccoli protagonisti della rappresentazione.

L’esperienza montessoriana alla “San G. Bosco” nasce grazie alla determinazione e alla perseveranza dell’insegnante Ceriaca Montrone, che ha creduto fortemente nella validità di un metodo inizialmente accolto con molte riserve. Col tempo, però, i risultati ottenuti sul piano umano e formativo hanno dato forza al progetto, tanto che oggi un intero “corso scolastico” è interessato dal metodo Montessori. Una realtà che, con maggiore attenzione e sostegno sin dall’inizio, avrebbe probabilmente potuto coinvolgere un numero ancora più ampio di classi.

Il percorso di crescita della scuola non si è fermato alla primaria. Dall’anno scolastico 2024/2025 anche la scuola dell’infanzia del plesso “San G. Bosco” può vantare una sezione ad indirizzo Montessori, segno di una visione educativa che punta alla continuità e alla valorizzazione dell’autonomia del bambino sin dai primi anni di vita.

Il metodo Montessori, infatti, non rappresenta soltanto un diverso approccio didattico, ma una vera e propria rivoluzione culturale che coinvolge anche gli ambienti scolastici. Gli spazi devono essere pensati a misura di bambino, con arredi e materiali differenti rispetto alla scuola tradizionale, capaci di favorire indipendenza, movimento e scoperta. Un cambiamento che ha richiesto anche il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Proprio l’assessore Vincenzo Varrese, intervenuto durante l’iniziativa, ha ricordato come inizialmente vi fosse scetticismo anche da parte delle istituzioni, oggi però superato alla luce dei risultati concreti raggiunti.

Dopo la laurea in medicina, Maria Montessori dedicò la propria vita allo studio dei bambini e dei loro processi di apprendimento, arrivando a una convinzione destinata a cambiare la pedagogia moderna: il bambino deve sentirsi libero di apprendere, senza essere imprigionato in schemi rigidi e predefiniti. Un pensiero racchiuso in una delle sue frasi più celebri: “È facile amare i bambini, difficile è capirli”.

Al termine del recital, il professor Raniero Regni, tra i maggiori studiosi e conoscitori del pensiero montessoriano, ha saputo catturare l’attenzione del pubblico approfondendo le molteplici sfaccettature della personalità della grande pedagogista italiana. Una figura straordinaria, moderna ancora oggi, capace di anticipare con le sue intuizioni pedagogiche temi che continuano ad essere centrali nel dibattito educativo contemporaneo.

L’impressione condivisa dai presenti è stata chiara: l’esperienza vissuta in questi anni dimostra quanto il metodo Montessori possa rappresentare non soltanto un’alternativa didattica, ma una concreta opportunità di crescita per i bambini e per le loro famiglie. Una scuola che mette al centro la persona, l’autonomia, il rispetto dei tempi di ciascuno e la gioia della scoperta continua a lasciare un segno profondo, destinato ad accompagnare questi ragazzi ben oltre i banchi di scuola.