Cronaca
Cinquant’anni di dolore: Gravina ricorda i dieci giovani operai morti sulla strada del ritorno
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20 Mag 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2026 03:23
- Pubblicato Mercoledì, 20 Maggio 2026 03:23
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Oggi la comunità di Gravina si raccoglie nel silenzio e nella memoria per ricordare una delle pagine più dolorose della sua storia. Era il 20 maggio 1976 quando un tragico incidente stradale spezzò la vita di dieci giovani lavoratori gravinesi, ragazzi che stavano semplicemente tornando a casa dopo una giornata di fatica e sacrifici. Cinquant’anni dopo, quel dolore resta ancora vivo nella coscienza collettiva della città.
A bordo di una Mini Minor e di un furgoncino viaggiavano dodici persone. Erano circa le ore 18 quando, a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, una delle vetture perse il controllo, sbandando e finendo violentemente sotto un camion. Anche il mezzo che seguiva non riuscì ad evitare il terribile impatto. In pochi istanti si consumò una tragedia immane che avrebbe segnato per sempre decine di famiglie e l’intera comunità gravinese.
Dieci giovani non fecero più ritorno alle loro case: Michele Abruzzese, Giuseppe Digiglio, Filippo Merolla, Paolo Messina, Pasquale Messina, Giuseppe Petrafesa, Donato Picciallo, Felice Piemonte, Vincenzo Sornatale e Felice Varvara. Nomi che il tempo non ha cancellato e che ancora oggi rappresentano il volto più duro del sacrificio del lavoro e della fragilità della vita.
Solo due furono i sopravvissuti a quell’inferno di lamiere e dolore: Natale Mascellaro e Antonio Varvara. In questi anni si sono fatti custodi della memoria dei loro compagni, mantenendo vivo il ricordo di quei ragazzi strappati troppo presto all’affetto dei propri cari e ai sogni di una vita ancora tutta da vivere.
Per commemorare il cinquantesimo anniversario della tragedia, questa mattina alle ore 10 sarà celebrata la Santa Messa presso il cimitero cittadino. A seguire, in Piazza Scacchi, alla presenza dell’Amministrazione Comunale, delle Organizzazioni Sindacali, degli studenti del Liceo Scientifico, dell’Istituto Tecnico e di numerosi cittadini, sarà proiettata un’immagine in 3D con i volti delle vittime, quasi a voler restituire per un istante i loro sguardi alla città che non li ha mai dimenticati.
Sarà una mattinata di intensa commozione, nel segno del raccoglimento e della memoria. Un ricordo che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a parlare al presente. Perché quella tragedia di cinquant’anni fa richiama ancora oggi il dramma di quanti perdono la vita per il lavoro, di chi ogni giorno lascia la propria casa senza la certezza di farvi ritorno.
Gravina oggi non ricorda soltanto dieci giovani operai. Ricorda dieci figli della sua terra, vittime di un destino crudele, il cui sacrificio continua a chiedere memoria, rispetto e dignità.






