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Cultura ed Eventi

Sanità accessibile, il progetto DAMA accende la sfida dell’inclusione in Puglia

Il progetto “DAMA” si candida a diventare una delle esperienze più importanti e concrete avviate in Puglia per costruire una sanità realmente inclusiva, capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni, soprattutto quando si tratta di fragilità e disabilità.

Non un semplice percorso sperimentale, ma una vera e propria sfida culturale e organizzativa che punta a ridefinire il concetto stesso di accessibilità sanitaria. Perché parlare di diritto alla salute non significa soltanto eliminare le barriere architettoniche, ma garantire percorsi di cura accessibili sotto il profilo organizzativo, comunicativo, relazionale e umano.

Una sanità moderna e giusta si misura infatti dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. E proprio dalle persone più fragili passa il grado di civiltà di un sistema sanitario pubblico che voglia definirsi davvero universale.

Di questo si è discusso ieri presso l’Agorà della Regione Puglia, durante la tavola rotonda promossa dall’Ufficio del Garante regionale della Disabilità in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari – Giovanni XXIII.

Il modello DAMA — acronimo di “Disabled Advanced Medical Assistance” — nasce nel 2000 all’Ospedale San Paolo di Milano con l’obiettivo di offrire percorsi dedicati alle persone con disabilità che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. Un’esperienza che negli anni si è diffusa in diverse realtà italiane e che oggi muove i primi passi anche in Puglia.

Determinante la scelta della direzione del Policlinico di Bari di affidare il progetto al dott. Francesco Manfredi, da sempre convinto della necessità di rendere i servizi sanitari concretamente accessibili a tutti, superando ostacoli burocratici, comunicativi e organizzativi che troppo spesso diventano motivo di esclusione.

L’incontro di ieri, coordinato dallo stesso Manfredi, ha rappresentato anche un momento di confronto nazionale grazie all’intervento in videocollegamento del dott. Filippo Gherma dell’Ospedale San Paolo di Milano, tra i principali riferimenti del modello DAMA. Gherma ha sottolineato l’importanza di creare una rete nazionale tra le diverse esperienze territoriali, affinché competenze, pratiche e risultati possano essere condivisi e valorizzati.

Alla tavola rotonda hanno partecipato numerose associazioni pugliesi impegnate nel mondo della disabilità, che hanno ribadito la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, politica e comunità scientifica per trasformare il principio dell’inclusione in azioni concrete anche nell’ambito sanitario.

Il progetto DAMA, dunque, non rappresenta soltanto un modello organizzativo, ma una visione di sanità pubblica più equa, vicina alle persone e realmente accessibile. Una sfida che la Puglia ha deciso di raccogliere e che potrebbe diventare un esempio virtuoso per l’intero Mezzogiorno.