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Politica

GRAVINA E IL PATRIMONIO CHIUSO

Il consigliere Meliddo interroga l’assise comunale sulla quasi totalità dei siti culturali chiusi.

“Porto un fatto politico che non può più essere ignorato: Gravina ha il suo patrimonio culturale chiuso. È il risultato di scelte, di omissioni, di mancate interlocuzioni.

I cittadini hanno diritto alla verità: il Complesso di culto rupestre della Madonna della Stella è chiuso; il Complesso rupestre di culto di San Michele delle Grotte, nel cuore antico di Fondovico, uno dei luoghi più identitari della città; gli ipogei sotto il Ponte Acquedotto; la Chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli, un bene unico, scavato nella roccia, parte integrante della tradizione rupestre gravinese; il Museo Civico, presidio culturale pubblico per eccellenza; il Convento di Santa Sofia con i suoi ipogei; e mentre tutto ciò che è pubblico è chiuso, l’unico sito fruibile è quello privato.

A questo quadro già drammatico si aggiunge un fatto che non può essere taciuto:

il 25 aprile 2026, il Sindaco ha ricevuto una lettera formale dell’Avv. Giuseppe Schinco, che segnala il rischio di trasferimento fuori città del patrimonio storico‑artistico della Chiesa di Santa Maria, dopo la soppressione della Comunità delle Suore Domenicane.

È un fatto politico, un fatto che riguarda la tutela del patrimonio cittadino, un fatto che impone un’azione immediata.

Quanto sopra è stata oggetto di una riflessione condivisa anche all’interno di Officine Gravinesi, movimento di cui faccio parte, che mio onora di rappresentare.

Assessora, mi rivolgo direttamente a Lei, il rapporto con la Chiesa locale non è un tema secondario ma è  un dovere istituzionale.

È evidente che questo rapporto non è stato coltivato, non è stato strutturato, non è stato reso efficace; non è un attacco personale, è una constatazione politica e riguarda il suo settore, le sue deleghe, le sue responsabilità.

Si chiede un’assunzione di responsabilità politica, perché Gravina non può essere una città che parla di cultura e poi la tiene sbarrata; non può essere una città che celebra la sua storia e poi la lascia deteriorare; non può essere una città che si candida a Capitale della Cultura e poi non garantisce l’accesso ai suoi luoghi simbolo.

Gravina merita risposte e le merita adesso".