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Il Consiglio Sprint: undici minuti per decidere il destino (o quasi)
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12 Mag 2026
- Ultima modifica il Martedì, 12 Maggio 2026 05:43
- Pubblicato Martedì, 12 Maggio 2026 05:43
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Non è stata certo la prima volta che a Palazzo comunale si assistesse a un consiglio comunale “formato espresso”, ma questa volta si è davvero superato ogni limite cronometrico. Il precedente record apparteneva alla seduta del 30 novembre 2025, archiviata in ventisei minuti. Ieri sera, invece, si è entrati direttamente nella leggenda amministrativa: quattro punti all’ordine del giorno affrontati tra le 22.32 e le 22.43. Totale: undici minuti. Nemmeno il tempo di un caffè corretto e il consiglio era già consegnato agli archivi.
Un primato che farebbe impallidire persino le sedute condominiali più sbrigative. E dire che il consiglio comunale tornava a riunirsi dopo ben due mesi di silenzio istituzionale. Ci si sarebbe aspettati un confronto ampio, magari acceso, su problemi e prospettive della città. In effetti, qualcosa si è mosso: interrogazioni e interpellanze — previste dall’articolo 61, comma 9, del Regolamento del Consiglio Comunale — hanno occupato circa un’ora e mezza, addirittura mezz’ora oltre il limite regolamentare. Un piccolo miracolo di resistenza democratica.
Poi, però, è arrivata la parte deliberativa. E lì il cronometro ha preso il sopravvento sulla politica.
Sorvoliamo pure — come è stato fatto in aula — sui punti trattati: tre ratifiche di variazioni di bilancio già deliberate dalla giunta comunale e la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Materie che, almeno sulla carta, meriterebbero approfondimenti, discussioni, distinguo politici. Invece tutto è filato via rapido e silenzioso, quasi con la precisione di una pratica notarile, tant’è che dei rimasti in aula le votazioni hanno registrato 16 voti favorevoli e 2 contrari espressi dagli unici consiglieri dell’opposizione ancora presenti.
Eppure, se non erriamo, il consiglio comunale dovrebbe essere l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell’ente. Il luogo del confronto, della dialettica, persino dello scontro tra maggioranza e opposizione. Non una formalità da sbrigare in modalità “fast track” prima della buonanotte.
Il dubbio, a questo punto, è legittimo: siamo davanti a un esempio straordinario di efficienza amministrativa oppure alla definitiva trasformazione del consiglio comunale in una semplice stazione di vidimazione delle decisioni già prese altrove?
Perché undici minuti possono bastare per battere un record. Un po’ meno, forse, per dare l’idea di una politica che discute davvero i problemi della città.





