Cultura ed Eventi
“Tutti in sciopero”, il teatro che resiste: applausi alle compagnie gravinesi, ma pesa l’assenza di un vero spazio pubblico
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11 Mag 2026
- Pubblicato Lunedì, 11 Maggio 2026 08:21
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Risate, riflessioni e applausi hanno accompagnato “Tutti in sciopero”, la commedia teatrale andata in scena sabato e domenica scorsa presso il teatro VIDA, grazie all’impegno delle METIS e dell’associazione La Terra Smossa APS. Uno spettacolo che ha saputo affrontare con leggerezza e intelligenza un tema ancora profondamente attuale: il diverso trattamento riservato a uomini e donne, soprattutto nel mondo del lavoro.
Il copione, ironico ma al tempo stesso pungente, ha riportato al centro del dibattito questioni che, nonostante decenni di battaglie sociali e culturali, continuano a caratterizzare la quotidianità di molte donne. Sul palco un cast interamente femminile, composto da interpreti diverse per esperienza e personalità, ma accomunate dalla capacità di dare ritmo, ironia e profondità ai rispettivi personaggi.
Le attrici hanno saputo conquistare il pubblico con interpretazioni brillanti e mai banali, alleggerendo con il sorriso quella “guerra dei sessi” che ancora oggi attraversa la società contemporanea. Una prova teatrale apprezzata dai presenti, che hanno premiato lo spettacolo con partecipazione e consenso.
L’iniziativa conferma ancora una volta la vivacità culturale di Gravina e la presenza di numerose compagnie teatrali amatoriali che continuano a investire tempo, passione ed energie nella promozione dell’arte scenica. Un patrimonio umano e culturale che, tuttavia, continua a fare i conti con una storica criticità: l’assenza di un teatro pubblico cittadino.
Una mancanza che pesa sempre di più su un territorio ricco di fermento artistico ma povero di spazi adeguati in cui esprimersi. Nei mesi scorsi si era acceso il dibattito attorno al possibile acquisto del teatro “Mastrogiacomo” da parte dell’Amministrazione Comunale, ipotesi che aveva alimentato speranze e aspettative soprattutto tra gli operatori culturali locali. Dopo la conclusione della candidatura di Gravina a Capitale italiana della Cultura 2028, però, sul tema sembra essere calato nuovamente il silenzio.
Eppure esperienze come “Tutti in sciopero” dimostrano quanto il teatro continui a rappresentare non solo un momento di intrattenimento, ma anche uno strumento di riflessione collettiva e crescita culturale. Le compagnie ci sono, il pubblico risponde presente, la passione non manca. Quello che ancora manca, invece, è una casa stabile per il teatro gravinese.
Grazie a Carlo Centonze per le foto.





