Storia, Uomini e luoghi
9 maggio, il sacrificio di Aldo Moro e il sogno europeo della pace
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09 Mag 2026
- Ultima modifica il Sabato, 09 Maggio 2026 02:06
- Pubblicato Sabato, 09 Maggio 2026 02:06
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Il 9 maggio è una data profondamente simbolica nella storia recente d’Italia. In quel giorno del 1978 venne ritrovato, in via Caetani a Roma, il corpo senza vita di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua uccisione, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse, segnò il culmine di uno dei capitoli più drammatici della Repubblica italiana.
Ma il 9 maggio è anche la data in cui si celebra la Giornata dell'Europa, dedicata alla nascita del progetto europeo fondato sulla cooperazione tra i popoli, sul superamento delle divisioni nazionali e sulla costruzione di istituzioni comuni capaci di garantire pace e stabilità. Una coincidenza dal forte valore simbolico, che lega idealmente la memoria di Moro ai principi fondativi dell’Europa unita.
Moro non fu soltanto un uomo politico che parlò di Europa e di pace: ne fu interprete e costruttore. La sua visione si manifestò in tutte le grandi questioni internazionali nelle quali l’Italia era coinvolta come membro della Comunità europea e protagonista nel Mediterraneo. Convinto europeista, vedeva nell’integrazione tra gli Stati uno strumento indispensabile per consolidare la democrazia, prevenire i conflitti e favorire la cooperazione tra i popoli.
Alla base del suo pensiero vi era la convinzione che, oltre le contrapposizioni ideologiche e politiche, esistessero bisogni comuni da condividere e difendere. Tra questi, la ricerca di una pace costruita “al riparo di ogni minaccia alla sicurezza” e fondata sul “comune bisogno e desiderio di cooperazione”. Una visione che anticipava molti dei valori oggi posti al centro dell’identità europea.
I principi ai quali Moro si richiamava erano quelli del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, della cooperazione tra gli Stati, della soluzione pacifica delle controversie e del rifiuto della forza come strumento di confronto politico. Valori che restano ancora oggi il fondamento del progetto europeo e che rendono la figura di Moro una delle più alte espressioni dell’europeismo italiano del Novecento.





