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Fiera “San Giorgio”, tra ritardi e promesse: i cittadini chiedono chiarezza
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05 Mag 2026
- Ultima modifica il Martedì, 05 Maggio 2026 05:34
- Pubblicato Martedì, 05 Maggio 2026 05:34
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Anche quest’anno la Fiera “San Giorgio”, giunta alla sua 732esima edizione, si chiude tra opinioni divergenti sulla riuscita complessiva. Un appuntamento storico che continua a rappresentare un momento centrale per il territorio, ma che porta con sé criticità ormai ricorrenti e mai del tutto risolte.
C’è infatti un elemento che si ripete con preoccupante puntualità: la predisposizione del bando e l’affidamento della gestione a soggetti terzi avvengono sistematicamente a ridosso delle date dell’evento. Una modalità operativa che contraddice gli impegni dichiarati ogni anno alla chiusura della manifestazione, quando si promette di avviare con largo anticipo la pianificazione dell’edizione successiva. Promesse che, nei fatti, restano disattese.
Da tempo, inoltre, si discute della necessità di istituire un ente fiera dedicato, un soggetto stabile capace non solo di organizzare in modo strutturato le future edizioni, ma anche di valorizzare l’area fieristica attraverso eventi tematici e specializzati durante tutto l’arco dell’anno. Una prospettiva ritenuta strategica per rafforzare l’attrattività e il ruolo economico della manifestazione.
Un primo passo in questa direzione sembrava essere stato compiuto il 18 febbraio 2025, quando la Giunta Comunale deliberò l’avvio di uno studio di fattibilità per la costituzione di un ente giuridico dedicato alla Fiera “San Giorgio”. Il provvedimento prevedeva che, entro 60 giorni, venissero svolte tutte le attività necessarie per valutare la creazione di un soggetto a capitale misto pubblico-privato, in grado di garantire continuità, sviluppo e coinvolgimento del territorio, anche attraverso la partecipazione dei comuni limitrofi e di enti sovracomunali.
Non solo: il mandato consentiva anche il ricorso a esperti esterni per supportare gli uffici comunali in un percorso ritenuto cruciale per il rilancio della fiera e dell’economia locale.
Eppure, a distanza di quattordici mesi, di quello studio e dei suoi esiti non vi è traccia. Un ritardo significativo che solleva interrogativi legittimi: cosa ha bloccato l’iter? Quali ostacoli hanno impedito di dare seguito a un indirizzo politico definito strategico?
In un contesto in cui la trasparenza amministrativa non è un’opzione ma un dovere, resta centrale il diritto dei cittadini a essere informati. Comprendere le ragioni di questo stallo non è solo una questione politica, ma un passaggio necessario per garantire fiducia nelle istituzioni e per delineare il futuro di una manifestazione che appartiene all’intera comunità.





