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Cronaca

Lavoro, sicurezza e crisi: la Puglia tra allarme infortuni e il caso Natuzzi

Fra pochi giorni si celebrerà la Festa del Lavoro, ma in Puglia il clima è tutt’altro che festoso. La regione attraversa una fase delicata, segnata in particolare dalla crisi industriale legata a Natuzzi, che rischia di lasciare senza occupazione migliaia di lavoratori e di mettere in difficoltà interi nuclei familiari. Una vertenza simbolo delle fragilità del tessuto produttivo locale, che si intreccia con un quadro più ampio di incertezze economiche e sociali.

In questo contesto cade la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che nel 2026 pone al centro dell’attenzione internazionale un tema sempre più rilevante: il benessere psicosociale nei luoghi di lavoro. Promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la ricorrenza richiama l’urgenza di costruire ambienti lavorativi non solo sicuri sotto il profilo fisico, ma anche sostenibili dal punto di vista organizzativo, relazionale e mentale. Stress, precarietà e carichi eccessivi sono oggi fattori determinanti tanto quanto i rischi tradizionali.

Eppure, a preoccupare maggiormente restano i numeri degli infortuni. In Puglia, nel 2025, si sono registrate 20.210 denunce di incidenti sul lavoro, con una media di circa 55 al giorno. Ancora più grave il bilancio delle vittime: 58 morti, 14 in più rispetto all’anno precedente. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia per incidenza di infortuni mortali in rapporto agli occupati, confermando una tendenza che fatica a invertirsi.

Sul fronte della sicurezza, la CGIL ribadisce da tempo un obiettivo chiaro: zero morti sul lavoro. Un traguardo che, secondo il sindacato, può essere raggiunto solo intervenendo in modo deciso sulle condizioni di precarietà che espongono i lavoratori a ricatti e riducono la possibilità di denunciare irregolarità. Non è un caso, infatti, che una quota significativa degli incidenti si concentri nel sistema degli appalti a cascata, dove la frammentazione delle responsabilità e la compressione dei costi finiscono per incidere direttamente sui livelli di tutela.

Tra crisi industriali e emergenza sicurezza, la Puglia si trova così davanti a una sfida complessa: coniugare sviluppo, occupazione e diritti, senza lasciare indietro la dignità e la vita delle persone.