Cultura ed Eventi
25 Aprile, la forza della partecipazione: 80 anni di Repubblica antifascista
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23 Apr 2026
- Pubblicato Giovedì, 23 Aprile 2026 08:29
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Il 25 aprile torna a interrogare la coscienza civile del Paese, rinnovando il significato profondo della Liberazione. Era il 1946 quando, all’indomani della caduta del regime, si manifestò con chiarezza la forza di una nuova democrazia: una democrazia nata dalla natura unitaria della Resistenza italiana e alimentata dal lungo impegno dell’antifascismo nei due decenni precedenti.
Oggi, a ottant’anni da quella svolta storica, la ricorrenza non è soltanto memoria, ma responsabilità condivisa. L’ANPI, nel solco di questa eredità, pone al centro delle celebrazioni un rinnovato slancio unitario, individuando nella partecipazione popolare la chiave per costruire giustizia sociale e promuovere una cultura di pace, quanto mai urgente nel contesto internazionale attuale, segnato da nuovi e preoccupanti scenari di conflitto.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa dell’ANPI di Gravina, che anche quest’anno organizza il tradizionale corteo commemorativo. L’appuntamento è fissato alle ore 10 presso la villa comunale, da cui partirà il percorso che condurrà i partecipanti in pineta, davanti al monumento dedicato all’antifascista gravinese Filippo D’Agostino. Qui sarà deposta una corona, gesto simbolico che rinnova l’impegno della comunità nel custodire e trasmettere i valori della Resistenza.
Seguiranno gli interventi della presidente locale Rosa Fiore e dei rappresentanti istituzionali. Ma il cuore della giornata resta l’invito rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare non come atto formale, bensì come scelta consapevole. In un tempo attraversato da tensioni e guerre, la presenza attiva dei cittadini diventa testimonianza concreta e necessaria di adesione ai principi democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica.
Il 25 aprile, dunque, non è solo celebrazione: è un appello. Un appello a esserci, a prendere parte, a rendere viva ogni anno quella stessa energia collettiva che, ottant’anni fa, ha restituito libertà e dignità al Paese.





