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Le nùndinae nel mondo romano, il caso Silvium
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21 Apr 2026
- Ultima modifica il Martedì, 21 Aprile 2026 15:29
- Pubblicato Martedì, 21 Aprile 2026 15:29
- Scritto da LA REDAZIONE
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Fra due giorni aprirà i battenti la 732esima “Fiera San Giorgio”, il dott. Michele Laddaga ha inviato alla redazione alcuni cenni storici riguardanti le nundinae e la nostra Silvium. Pubblichiamo la prima parte:
Nel sistema economico romano i mercati periodici costituivano uno degli strumenti principali per collegare le città con il territorio rurale. Tra questi mercati rivestivano un ruolo fondamentale le nùndinae, giornate di mercato che si svolgevano con cadenza regolare nel calendario romano.
Il termine latino nundinae deriva, probabilmente, dall’espressione novem dies, che significa “nove giorni”.
Nel mondo romano esisteva una figura chiamata Nùndina, non era una grande dea del pantheon ma una divinità minore (numen) legata al ciclo dei giorni e ai riti domestici. Nundina era associata, soprattutto, al nono giorno dopo la nascita (per le bambine; mentre per i maschi era l’ottavo, detto: lustricus dies ). Al momento in cui il bambino riceveva il nome, veniva riconosciuto ufficialmente nella famiglia. Nundina era quindi una divinità legata al ciclico, alla nascita e all’integrazione sociale. Da qui il legame delle nundinae = ciclo di mercato, ogni 9 giorni, con Nundina = divinità del “nono giorno”; entrambi derivano da: novem + dies (nove giorni), legata, quindi, alla struttura temporale del ciclo e personificava il ritmo sociale del tempo, tipico della religiosità romana arcaica (più “funzionale” che mitologica).
Le nundinae, oltre ad essere parte integrante della vita pubblica romana, contribuivano alla coesione sociale delle comunità locali.
Nei centri urbani minori, come Silvium, le nundinae avevano un’importanza ancora maggiore. In questi contesti il mercato periodico rappresentava spesso la principale occasione di scambio economico tra la città e il territorio circostante.
Silvium, rappresentava un caso specifico data la sua posizione strategica lungo la rete stradale dell’entroterra pugliese. Nel territorio dell’antica Silvium, nell’area di Gravina in Puglia, è stata rinvenuta un’iscrizione latina che menziona le nùndinae.
L’epigrafe, che oggi dovrebbe essere conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Altamura, rappresenta una testimonianza diretta circa l’organizzazione, a Silvium, dei mercati periodici nella città. (Recatomi, personalmente, presso il citato Museo, non vi è traccia dell’epigrafe e mi è stato comunicato che, probabilmente, sarebbe stata restituita alla città di Gravina e dovrebbe trovarsi tra i reperti depositati presso il convento san Sebastiano…).
Le epigrafi relative ai mercati erano, spesso, collocate in luoghi pubblici frequentati, come il foro o le aree commerciali della città, in modo da essere visibili alla popolazione.
La menzione delle nundinae conferma che Silvium svolgeva una funzione commerciale importante nel territorio della Murgia.
Il mercato periodico consentiva, come detto, di collegare le campagne agricole, gli insediamenti rurali, le grandi proprietà agricole con la rete stradale romana.
E Silvium, in quei giorni, diventava, appunto, il punto di incontro tra produzione agricola e distribuzione commerciale.
MICHELE LADDAGA





