Cronaca
La Puglia accelera sull’assistenza domiciliare
- Dettagli
-
18 Apr 2026
- Ultima modifica il Sabato, 18 Aprile 2026 05:49
- Pubblicato Sabato, 18 Aprile 2026 05:49
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 43

La Puglia accelera sull’assistenza domiciliare e centra in anticipo uno degli obiettivi chiave della sanità territoriale fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo l’ultimo monitoraggio ufficiale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), la Regione non solo ha raggiunto, ma ha superato il target finale previsto per il 2025 nell’ambito del progetto “Casa come primo luogo di cura - Assistenza Domiciliare (ADI)”, rivolto alla popolazione over 65.
I dati certificati segnano un cambio di passo netto rispetto al 2019, anno in cui gli assistiti erano 20.780. Da allora, la crescita è stata progressiva e strutturale, segno di un rafforzamento concreto della sanità territoriale e di una riorganizzazione dei servizi orientata alla presa in carico domiciliare. Un risultato che proietta la Puglia tra le realtà più avanzate a livello nazionale nella gestione dell’assistenza agli anziani.
Il traguardo fissato dal PNRR prevedeva, per la Regione, un incremento di 55.346 assistiti rispetto alla baseline del 2019. Obiettivo che, alla luce dei dati AGENAS, risulta oggi superato, certificando l’efficacia delle strategie adottate e degli investimenti messi in campo.
L’esito positivo del monitoraggio, comunicato ufficialmente dal direttore generale dell’Agenzia, rappresenta non solo un riconoscimento formale, ma anche la conferma di un cambio di paradigma: il domicilio del paziente diventa il perno attorno a cui ruota il sistema di cura, con benefici attesi in termini di qualità della vita, riduzione dei ricoveri ospedalieri e sostenibilità complessiva del sistema sanitario.
Con il raggiungimento anticipato del target, la Puglia può ora procedere alla rendicontazione finale sul sistema ReGiS, passaggio necessario per l’erogazione delle risorse previste. Un passaggio tecnico che chiude il ciclo amministrativo, ma soprattutto consolida un modello organizzativo destinato a incidere nel lungo periodo sull’assistenza sanitaria regionale.





