Cronaca
Nasce il coordinamento dei Parchi del Sud: una cabina di regia per la transizione ecologica dell’Appennino
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14 Apr 2026
- Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2026 05:21
- Pubblicato Martedì, 14 Aprile 2026 05:21
- Scritto da LA REDAZIONE
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A Paestum prende forma una nuova alleanza strategica per il futuro ambientale del Mezzogiorno. Sabato 11, in una cornice simbolica e ricca di storia, è stato sottoscritto l’accordo che sancisce la nascita del Comitato di Pilotaggio dei Parchi dell’Appennino Meridionale, nell’ambito del progetto “Appennino Parchi d’Europa”. Un’iniziativa ambiziosa che mira a rafforzare il coordinamento tra le principali aree protette del Sud Italia e a costruire una visione condivisa per affrontare le sfide della transizione ecologica.
A siglare l’intesa sono stati i Parchi Nazionali del Matese, del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dell’Alta Murgia, del Gargano, dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, insieme a Legambiente. Un fronte ampio e articolato che si pone l’obiettivo di mettere in rete competenze, esperienze e politiche ambientali, trasformando la cooperazione in uno strumento operativo concreto.
Al centro dell’accordo c’è la volontà di definire un’Agenda comune per la transizione climatica ed ecologica dell’Appennino Meridionale. Un programma che non si limita alle dichiarazioni di principio, ma punta su impegni concreti e obiettivi misurabili, in linea con le strategie europee al 2030. Biodiversità, tutela delle foreste, agricoltura sostenibile secondo il modello “farm to fork”, economia circolare e riduzione delle emissioni sono i pilastri di un percorso che guarda alla neutralità climatica entro il 2040, nel quadro dell’iniziativa “Appennini NetZero”.
L’Appennino meridionale, del resto, rappresenta un unicum nel panorama europeo: una catena montuosa fortemente antropizzata, dove la presenza umana si intreccia da secoli con gli ecosistemi naturali. Oggi questo equilibrio è messo alla prova da fenomeni complessi come i cambiamenti climatici, lo spopolamento e le trasformazioni socio-economiche. Proprio per questo, il nuovo Comitato si propone come uno strumento di governance capace di rispondere in modo integrato e lungimirante a queste criticità.
Il percorso avviato a Paestum non si ferma qui. Tra le prossime tappe, l’estensione della collaborazione ai Parchi Regionali, agli enti locali, alle università del Mezzogiorno e ai centri di ricerca, con l’obiettivo di ampliare la rete e rafforzare la capacità di intervento sui territori.
Significativa, in tal senso, la partecipazione all’incontro di rappresentanti di primo piano del settore: dai presidenti dei Parchi nazionali al responsabile aree protette di Legambiente, fino a esponenti del mondo istituzionale e della ricerca come il presidente nazionale UNCEM Marco Bussone, la direttrice dell’Osservatorio sui Parchi del Mezzogiorno Clara Bassano, Domenico Nicoletti del Campus Mediterraneo, Michele Buonomo di Legambiente Campania ed Ettore De Conciliis, capo della segreteria del sottosegretario Barbaro.
Un segnale chiaro: la sfida della sostenibilità richiede un impegno corale. E l’Appennino meridionale prova ora a fare sistema per diventare laboratorio avanzato di politiche ambientali e modello di sviluppo sostenibile.





