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Provare per credere o credere per provare?
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12 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 12 Aprile 2026 05:27
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Commento:
Sembra che ci sia un antagonismo “credere - non credere” in tutto il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Si comincia con l'arrivo di Maria Maddalena al sepolcreto e la sua scoperta che la tomba è vuota. Non crede però alla risurrezione, ma al furto di cadavere. Coinvolti e allarmati, accorrono Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava, e Pietro, vedendo le bende per terra e il sudario ben piegato e posto di lato, “vide e credette”. Poi al cimitero resta solo Maria, che piange la scomparsa del cadavere e mentre piange vede due angeli all'interno della tomba e poi si accorge che il “rabbunì”, il maestro è proprio li, dietro di lei. Corre ad avvisare i discepoli a casa di quella visione, ma a quanto pare la sua testimonianza non suscita ancora la fede. Del resto è pur vero che la parola di una donna non era ritenuta attendibile in circostanze delicate come questa.
Quando Gesù appare si manifesta nella gloria. Marco racconta che dovette rimproverare i suoi per la mancata fede in quello che altri raccontavano, ossia l'incontro con lui Risorto. Luca racconta anche che credettero di vedere un fantasma. Gesù però dal canto suo, secondo la versione di Giovanni, passa subito all'opera. Afferma di essere innanzitutto in comunione con il Padre e lo Spirito Santo, perché infatti è tutta la persona della Trinità che Dio si manifesta: Il Padre ha mandato il Figlio nel mondo per redimerlo e santificarlo; il Figlio di Dio è Appena risorto per comunicare la vita e lo fa' adesso, soffiando sui suoi e rivestendoli di Spirito Santo per conferire loro l'importante incarico di annunciare la sua resurrezione in tutto il mondo allora conosciuto. Gesù inoltre offre la pace, ossia quello stato di liberazione dell'animo e di conseguente recupero della serenità interiore e della risolutezza. E assieme alla pace offre anche lo Spirito, che conferisce loro il potere sui peccati degli uomini. Gesù si fida di loro, il che comporterà l'inizio della missione. Sempre lo stesso Spirito però infonderà quella virtù speciale che consentirà agli apostoli di vedere Cristo sempre come vivo e presente. Anche a prescindere da quella sera del giorno dopo il Sabato, lo Spirito darà loro l'indispensabile, per vivere, operare e annunciare. E che cosa è indispensabile prima di ogni altra cosa? La fede. Credere senza riserve né obiezioni, accogliere il mistero così come ci viene presentato, aderire ad esso e vivere costantemente di esso. La fede vuole l'apertura libera e incondizionata del cuore, il donarsi a Gesù riconosciuto come la Via e la Verità; la fede è immedesimarsi nel mistero e viverlo a fondo. Dice la Dei Verbum: A Dio che si rivela è dovuta l'obbedienza della fede”. Obbedienza e non resistenza. Essa comporta l'aderire e il donare se stesso interamente a Colui che si rivela. La tendenza comune di resistere alla rivelazione è rappresentata generalmente da questo personaggio che vuole a tutti i costi vedere e toccare con mano. Non si affida alla testimonianza dei suoi fratelli, non accetta che a lui venga annunciato. Vuole tastare. Provare per credere. A dire il vero non è l'unico personaggio che vacilla e che si mostra refrattario: neanche gli altri apostoli concepiscono immediatamente che Gesù possa risuscitare.






