Sab06062026

Last updateSab, 06 Giu 2026 8am

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

 

Back Sei qui: Home Cronaca Trasporti nel caos a Gravina: ritardi, soppressioni e risposte che indignano i cittadini

Cronaca

Trasporti nel caos a Gravina: ritardi, soppressioni e risposte che indignano i cittadini

Che la città di Gravina sia, in qualche misura, penalizzata sul fronte della viabilità e dei servizi di trasporto pubblico non è certo una novità per le istituzioni locali. Un disagio noto da tempo, che continua però a pesare quotidianamente su pendolari, studenti e lavoratori.

Appena una ventina di giorni fa, il tema dei disservizi delle Ferrovie Appulo Lucane era approdato in V Commissione consiliare regionale, dopo le numerose segnalazioni di ritardi da parte dei viaggiatori, con inevitabili ripercussioni anche sul piano lavorativo. Un confronto che aveva visto la partecipazione dei sindacati — CGIL, CISL, UIL, Orsa e Cisal — insieme al presidente e direttore generale delle FAL, Matteo Colamussi.

Secondo quanto riferito da Colamussi, i disservizi sarebbero legati ai numerosi cantieri aperti lungo la SS 96, nell’ambito dei lavori di ANAS sulla linea Bari–Matera. A questi si aggiungerebbero gli interventi di potenziamento e raddoppio della stessa tratta ferroviaria, oltre all’introduzione del badge nelle Appulo Lucane. Interventi strutturali, dunque, che — nelle intenzioni — dovrebbero migliorare il servizio nel lungo periodo.

Il direttore generale aveva inoltre assicurato la predisposizione di una nuova tabella oraria, condivisa con le associazioni dei consumatori, per ridurre i ritardi e ristabilire una maggiore regolarità del servizio.

Tuttavia, a distanza di settimane, per gli utenti poco o nulla sembra essere cambiato. Ritardi e soppressioni continuano a susseguirsi, mentre cresce la frustrazione tra i viaggiatori. Ancora più contestate risultano le giustificazioni fornite nelle ultime ore: secondo quanto riferito, i disservizi sarebbero legati all’elevato numero di certificati di malattia tra macchinisti e capi treno, in particolare nella sede di Gravina.

Una spiegazione che molti utenti giudicano inaccettabile, ritenendola non solo insufficiente ma anche offensiva nei confronti di chi ogni giorno subisce disagi significativi. Da qui la richiesta, sempre più insistente, di un intervento del garante della mobilità, affinché venga fatta chiarezza e si individuino soluzioni concrete a una situazione che appare ormai insostenibile.