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Cultura ed Eventi

Piaggio negli anni Sessanta: il volto autentico di una comunità


Dalla memoria personale di Luca Tota un racconto che diventa storia collettiva, tra povertà, dignità e relazioni genuine.

Ci sono storie piccole solo in apparenza, frammenti di vita quotidiana che, messi insieme, restituiscono il ritratto autentico di un’epoca e di una comunità. È questa la sensazione che emerge dalla lettura del volumetto “Ho incontrato un angelo”, un racconto che parte da una memoria personale per farsi, pagina dopo pagina, storia collettiva.

Il protagonista è Luca Tota bambino, negli anni Sessanta, in un luogo chiamato “Piaggio”: un contesto segnato dalla povertà, ma anche da una dignità profonda, silenziosa, capace di resistere alle difficoltà. È il mondo di tanti coetanei, fatto di giochi semplici, relazioni genuine e una quotidianità che oggi appare lontana, ma che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha attraversata.

Ed è proprio in questo scenario che prende forma l’episodio centrale del racconto: l’incontro con un “angelo”. Una presenza che, in un ambiente così essenziale, sembra quasi naturale, come se la solidarietà e l’umanità diffusa rendessero possibile ciò che altrove apparirebbe straordinario. Un evento che incuriosisce e invita a scoprire di più, a entrare nella narrazione per coglierne il significato più profondo.

Il resto della storia sarà svelato l’11 aprile alle ore 18, presso l’auditorium della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Gravina, dove il volumetto verrà presentato al pubblico. Un appuntamento che si preannuncia come un momento di condivisione e memoria, arricchito dagli interventi di Arcangela Parrulli, don Saverio Ciaccia, Pasquale Altieri, Gianni Romaniello e Dorella Tota. Ognuno offrirà una chiave di lettura diversa, contribuendo a ricomporre il mosaico di una vicenda che appartiene a molti.

Ad accompagnare l’incontro, gli interventi musicali di Valentina Crocitto, Carmine e Domenico Cipriani, che aggiungeranno una dimensione emotiva a una serata già carica di suggestioni.

Per chi ama le storie vere, quelle che sanno parlare al presente partendo dal passato, la curiosità è più che giustificata. E forse, partecipando, si potrà scoprire che quell’angelo non è solo un ricordo, ma una metafora ancora viva dentro ogni comunità.