Cronaca
Autismo, oltre le luci blu: serve un impegno concreto e continuativo
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03 Apr 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2026 05:37
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 05:37
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. A Gravina, l’appuntamento è stato segnato da iniziative simboliche e da un’assenza che pesa: l’incontro di riflessione e sensibilizzazione previsto per l’1 aprile presso la palestra cittadina è saltato a causa della chiusura delle scuole per maltempo. Resta l’immagine, significativa ma non sufficiente, della facciata del Palazzo di Città illuminata di blu, in adesione alla campagna internazionale.
L’autismo — dal greco autós, “sé stesso” — è una condizione del neurosviluppo innata, caratterizzata da differenze emotive, cognitive, biologiche e nelle interazioni sociali. Proprio per la sua complessità, richiede interventi non standardizzati, ma costruiti su misura, attraverso percorsi individuali e relazioni personalizzate.
Durante l’età scolastica, molti ragazzi possono contare su équipe multidisciplinari che affrontano le diverse esigenze legate alla crescita. Ma cosa accade dopo? È qui che emerge con forza un vuoto strutturale: terminato il percorso scolastico, le famiglie si trovano spesso sole, senza un sistema di supporto adeguato a garantire continuità, inclusione e prospettive di autonomia.
Eppure, esperienze virtuose non mancano. L’Amministrazione Comunale di Bari si appresta a sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’ASL per un progetto articolato che punta a costruire una città realmente inclusiva. Tra le misure previste: la formazione diffusa degli operatori pubblici e privati — dalle forze dell’ordine al personale sanitario, dai commercianti agli operatori turistici — per gestire con competenza situazioni complesse; la creazione di strumenti operativi come vademecum e kit “Autism Friendly”; la nascita di una rete cittadina di servizi accessibili, riconoscibili attraverso un’identità visiva condivisa; e una mappatura digitale dei servizi presenti sul territorio.
Iniziative che vanno nella direzione giusta, perché trasformano la sensibilizzazione in azione concreta. Ma la domanda resta: quanto di tutto questo può diventare modello diffuso e non episodio isolato?
Illuminare un palazzo è un gesto importante, ma non basta. La vera sfida è costruire politiche strutturali, investire risorse, garantire continuità nei servizi e accompagnare le persone con autismo lungo tutto l’arco della vita. Senza lasciare che, spente le luci blu, torni il buio.





