Cronaca
Pasqua amara nell’Alta Murgia: boom di furti nelle aziende zootecniche nell’ultima settimana
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01 Apr 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 01 Aprile 2026 07:38
- Pubblicato Mercoledì, 01 Aprile 2026 07:38
- Scritto da LA REDAZIONE
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Torna a salire la tensione nelle campagne dell’Alta Murgia, dove il fenomeno dell’abigeato riemerge con preoccupante intensità proprio nel periodo pasquale. Secondo la denuncia di Confagricoltura, negli ultimi giorni sono stati sottratti deversi capi di bestiame, segnando una brusca inversione rispetto a una fase di apparente calma che aveva illuso gli operatori del settore.
Un bilancio pesante, che non si limita al danno economico — spesso quantificabile in decine di migliaia di euro — ma che investe anche la sfera della sicurezza personale. Le aziende zootecniche, spesso a conduzione familiare, si trovano esposte a incursioni sempre più audaci, con un clima di crescente insicurezza per chi vive e lavora quotidianamente in queste realtà.
Tra gli episodi più gravi segnalati, spicca il colpo subito dall’azienda Patruno, dove nella notte tra il 25 e il 26 marzo è stata sottratta l’intera quota di rimonta: circa 150 capi spariti nel nulla. A questo si aggiunge il furto ai danni dell’azienda Tedone, colpita con modalità analoghe nel pomeriggio del giorno successivo. Due casi emblematici di una strategia criminale organizzata e mirata, capace di agire con rapidità e precisione.
Di fronte a questa escalation, Confagricoltura rilancia la necessità di un’azione coordinata e immediata. Tra le proposte avanzate, torna centrale il tema della collaborazione con i presìdi militari presenti sul territorio, una soluzione già ipotizzata in passato ma progressivamente uscita dal dibattito istituzionale, anche a seguito dei cambiamenti alla guida dell’Ente Parco.
Non solo presenza sul campo: tra gli strumenti indicati figura anche il possibile impiego dei droni in dotazione ai Carabinieri del Parco. Tecnologie già utilizzate con successo per il contrasto al bracconaggio e all’abusivismo edilizio potrebbero rappresentare un valido alleato anche nella sorveglianza delle aree rurali, garantendo un monitoraggio più capillare e tempestivo.
Ma il tempo stringe. Senza interventi concreti e immediati, l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria rischia di trasformarsi in una realtà ben più grave: la progressiva desertificazione delle campagne. Un fenomeno che non colpirebbe solo il comparto agricolo, ma l’intero equilibrio economico e sociale dell’Alta Murgia.
L’auspicio è che dalle parole si passi rapidamente ai fatti, con un rinnovato impegno delle istituzioni, delle forze dell’ordine e degli enti locali. Difendere le aziende zootecniche significa tutelare non solo un settore produttivo strategico, ma anche un patrimonio culturale e territoriale che rappresenta l’identità stessa di queste terre.





