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Cultura ed Eventi

“Rione Piaggio, memoria e futuro: la sfida è tenerlo vivo”

Si è concluso questa mattina il progetto “Gravina Accoglie”, promosso dal Comune di Gravina in Puglia e cofinanziato dalla Regione Puglia e da Pugliapromozione AReT, lasciando in eredità non solo un bilancio positivo di partecipazione, ma soprattutto una riflessione chiara: il rione Piaggio deve continuare a vivere.

Il ciclo di tour, organizzato dall’Infopoint turistico e avviato il 20 dicembre 2025 con il tema “la via del cinema”, ha accompagnato cittadini e visitatori alla scoperta dei luoghi più suggestivi della città, spesso set di importanti produzioni cinematografiche. Un percorso che, tappa dopo tappa, ha intrecciato cultura, storia e identità locale.

L’ultimo appuntamento ha acceso i riflettori sull’antico rione Piaggio, recentemente restituito alla comunità grazie a interventi di rigenerazione urbana. Attraverso il racconto di Francesco Mastromatteo, i partecipanti hanno potuto immergersi nella memoria di un quartiere segnato da povertà e marginalità, dove la sopravvivenza quotidiana spingeva spesso a scelte estreme.

Emblematica la storia di Mariett, figura ancora viva nei ricordi popolari: una donna costretta a vendere il proprio corpo e tragicamente segnata dall’emarginazione. La sua vicenda, culminata in un gesto estremo quando ormai nessuno più cercava le sue prestazioni, racconta una realtà dura, fatta anche di umiliazioni e di quelle che oggi definiremmo forme di bullismo.

Il tour è stato reso ancora più coinvolgente dagli interventi teatrali estemporanei: il “chiasciaro”, interpretato da Tiziano Carlucci, e la stessa Mariett, portata in scena da Cinzia Clemente, hanno dato voce e corpo a storie che rischiavano di restare sepolte nel tempo.

A suggellare questo percorso di memoria, il contributo dell’artista ceramista Giuseppe Digennaro, che ha realizzato una mattonella dedicata proprio a Mariett, collocata davanti al suo luogo di lavoro, “u chiancon”. Un gesto simbolico che potrebbe trasformarsi in progetto più ampio: disseminare il rione di segni artistici capaci di raccontarne l’anima e renderlo più attrattivo.

Al termine del percorso, tra i partecipanti è emersa una convinzione condivisa: il rione Piaggio non può tornare nel dimenticatoio. La rigenerazione fisica, da sola, non basta. Serve una programmazione culturale continua, capace di animare questi luoghi e di restituire loro una funzione viva nella quotidianità cittadina.

Perché la vera sfida, oggi, non è solo recuperare gli spazi, ma mantenerli vivi nel tempo, trasformando la memoria in occasione di crescita e partecipazione.

Un ringraziamento, infine, a Piero Amendolara per le immagini messe a disposizione, preziosa testimonianza di un’esperienza che ha saputo unire passato e presente.