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Cronaca

Allarme nidificazione: troppe intrusioni mettono a rischio le specie protette

Nella gravina torna alta l’attenzione sul rispetto delle regole durante uno dei periodi più delicati per l’ecosistema locale: quello della nidificazione. Un richiamo necessario, che nasce dall’osservazione diretta di comportamenti sempre più frequenti e dannosi per la fauna selvatica, in particolare nella zona di Capotenda, considerata tra le più sensibili dell’intero comprensorio.

Secondo quanto segnalato, le attività che arrecano maggiore disturbo sono le arrampicate sulle pareti rocciose, il sorvolo con droni e la presenza continua e rumorosa di escursionisti poco rispettosi dell’ambiente. Azioni che, sebbene spesso sottovalutate, possono compromettere seriamente il successo riproduttivo degli uccelli.

Preoccupa in particolare la situazione della storica coppia di corvi imperiali, che negli ultimi tempi non è riuscita a nidificare. Un segnale chiaro di stress ambientale che non può essere ignorato.

Con l’avvio della stagione riproduttiva, numerose specie presenti nella gravina — tra cui corvo imperiale, passero solitario, civetta, barbagianni, upupa e poiana — necessitano di tranquillità e protezione. La normativa nazionale è chiara: è vietato disturbare la fauna selvatica durante la nidificazione, in qualsiasi forma.

A rafforzare questo principio interviene anche il Regolamento Regionale n. 28/2008, che stabilisce esplicitamente il divieto di sorvolo, parapendio e arrampicata (sia libera che attrezzata) sulle pareti rocciose nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 agosto. Il divieto include anche l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto, come i droni.

Di fronte a queste criticità, si rinnova l’appello alle istituzioni e agli organi di controllo affinché intensifichino le attività di vigilanza e intervengano con sanzioni nei confronti dei trasgressori.

La tutela della gravina non è solo una questione normativa, ma un impegno collettivo. Il rispetto delle regole rappresenta un atto di responsabilità verso un patrimonio naturale fragile, che appartiene a tutti e che tutti sono chiamati a proteggere.