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Cronaca

Puglia, cultura e futuro: prorogato al 30 aprile il bando da 68 milioni per rigenerare i luoghi della memoria

La cultura come motore di sviluppo e innovazione territoriale. La Regione Puglia rilancia la propria strategia in questo ambito prorogando al 30 aprile l’Avviso pubblico dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e all’innovazione nei luoghi della cultura pubblici non statali.

Avviato nell’ottobre 2025, il bando mette in campo una dotazione finanziaria iniziale di 68 milioni di euro, a valere sulle risorse dell’Azione 8.7 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027 e del POC Puglia. Si tratta di una leva concreta per il recupero, la rifunzionalizzazione e la restituzione alla collettività di immobili e spazi culturali oggi sottoutilizzati o in disuso, destinandoli a nuove funzioni di interesse pubblico.

I primi risultati confermano la rilevanza dell’iniziativa: sono già 20 i progetti ammessi a finanziamento, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Interventi che riguardano il recupero e il riuso di immobili di pregio, cinema, teatri e siti archeologici, con l’obiettivo di restituire vitalità a luoghi identitari e trasformarli in presidi culturali contemporanei.

In questo scenario, la proroga rappresenta un’ulteriore finestra di opportunità per enti e territori che non hanno ancora presentato proposte. Ma apre anche una riflessione più ampia sul ruolo dei soggetti locali, inclusi i proprietari privati di immobili di valore storico e architettonico.

A Gravina, per esempio, viene spontaneo chiedersi se vi sia già un fermento in tal senso. Alcuni beni potrebbero rientrare pienamente nello spirito dell’Avviso: tra questi, la chiesa sconsacrata dell’Annunciazione, che sarà eccezionalmente aperta al pubblico il prossimo fine settimana nell’ambito delle iniziative del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le Giornate di Primavera 2026.

Un’occasione non solo per riscoprire un luogo ricco di storia, ma anche per immaginarne un futuro diverso: uno spazio rigenerato, vivo, accessibile. La domanda, a questo punto, è aperta: il territorio saprà cogliere questa opportunità?