Cronaca
TWO MEGLIO CHE ONE
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16 Feb 2026
- Ultima modifica il Lunedì, 16 Febbraio 2026 06:07
- Pubblicato Lunedì, 16 Febbraio 2026 06:07
- Scritto da Vincenzo Varvara
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“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Un proverbio antico, ma mai così attuale. Da anni questa redazione denuncia, con puntualità e documentazione fotografica, lo stato di degrado che ciclicamente si consuma nei pressi dell’Emporio della Carità, proprio di fronte alla pineta comunale. E da anni, puntualmente, tutto resta uguale.
Cumuli di vestiti dismessi, sacchi abbandonati alla rinfusa, indumenti sparsi che il vento trascina lungo i marciapiedi come fossero coriandoli di una festa al contrario. Una scena indecorosa, che definire “incivile” è ormai riduttivo. Qui non si tratta di semplice maleducazione: siamo davanti a un gesto reiterato di totale disprezzo per il bene comune, per il decoro urbano, per l’immagine stessa della città.
Perché sì, l’immagine conta. Conta per i residenti che ogni giorno devono attraversare quell’area con un senso di amarezza e di rabbia. Conta per i passanti. Conta per i turisti che, giunti in città, si trovano davanti a uno spettacolo che nulla ha a che vedere con l’idea di accoglienza e cura del territorio che tanto si ama sbandierare nelle brochure istituzionali. Questo è un danno concreto, non solo estetico ma reputazionale.
Ma sarebbe troppo facile fermarsi alla condanna – sacrosanta – degli incivili. Il problema, infatti, non è solo chi abbandona. Il problema è anche chi, negli anni, ha amministrato senza mai mettere in campo una soluzione strutturale. Le diverse Amministrazioni Comunali che si sono succedute hanno assistito al ripetersi dello stesso copione: segnalazioni, rimozioni, qualche intervento tampone, poi di nuovo punto e a capo. Nessuno – e lo diciamo senza mezzi termini – ha avuto la volontà o la capacità di affrontare la questione in modo definitivo, nonostante suggerimenti e proposte non siano mancati.
La rimozione periodica dei rifiuti è diventata una prassi. Una toppa su una falla che continua ad allargarsi. Un costo che ricade sulla collettività, mentre i responsabili restano tranquillamente impuniti. Nessun controllo serio, nessuna sanzione esemplare, nessuna misura efficace di prevenzione.
E ora, come documentano le immagini, lo “schifo” – perché chiamarlo con un termine più elegante sarebbe ipocrisia – non solo persiste, ma raddoppia. Se prima il degrado si concentrava su via M. Lettieri, oggi si estende anche su via Suor Addolorata Terribile. Due fronti, due distese di abbandono. “Two meglio che one”, verrebbe da dire con amara ironia. Come se il degrado avesse deciso di moltiplicarsi per dimostrare, ancora una volta, l’inerzia di chi dovrebbe vigilare e intervenire.
La domanda è inevitabile: ora che i punti critici sono diventati due, qualcuno si deciderà finalmente ad agire in modo serio e risolutivo? O continueremo ad assistere alla solita, stanca routine di interventi tardivi e temporanei, pagati dai cittadini per ripulire i danni causati da pochi irresponsabili?
La città merita rispetto. I cittadini meritano risposte. E il tempo delle giustificazioni è finito da un pezzo.





