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PARERE NEGATIVO ALL’IMPIANTO AGRIVOLTAICO DENOMINATO PEZZE DEI PANNI (LOC. ZINGARIELLO)
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04 Set 2025
- Ultima modifica il Giovedì, 04 Settembre 2025 05:03
- Pubblicato Giovedì, 04 Settembre 2025 05:03
- Scritto da LA REDAZIONE
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Ogni tanto una buona notizia per il nostro bosco: si è conclusa la procedura di VIA dell’impianto agrivoltaico proposto dalla Edison denominato “Pezze dei Panni” con un parere negativo. La commissione Tecnica PNRR – PNIEC e la Soprintendenza Speciale per il PNRR hanno bocciato la pratica.
Una doppia valutazione negativa ad un progetto che era stato pensato a pochissima distanza dall’area tutelata ZCS Bosco Difesa Grande (soli 50 mt) ma che rischiava di stravolgere l’intero contesto agricolo e ambientale della zona.
Finalmente le due commissioni hanno preso in seria considerazione tutti gli aspetti negativi prodotti dalla estesa quantità di pannelli fotovoltaici (parliamo di oltre 75 ettari) che si installerebbero sul territorio e sull’intero contesto agricolo di Zingariello. Sono le stesse considerazioni che avevo scritto ad aprile dello scorso anno nelle mie osservazioni e indirizzato all’ufficio del ministero.
Il parere negativo di compatibilità ambientale riguarda la costruzione e la messa in esercizio di un impianto agrivoltaico di potenza pari a 53,48 MWp, per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, proposto da Edison Rinnovabili S.p.A, da realizzarsi nel comune di Gravina in Puglia (BA) del valore di circa 60Ml di euro.
In particolare il parere negativo si concentra su alcune questioni importanti:
1) La Commissione ravvisa che la valutazione delle alternative localizzative sia stata condotta in modo semplicistico e affrettato nonostante la criticità del sito proposto la cui sensibilità rispetto alla componente paesaggistica, culturale e ambientale meritava approfondimenti specifici. In buona sostanza ci si chiede perché installare un campo fotovoltaico di oltre 75 ettari praticamente a contatto con la ZPS/ZSC Difesa Grande?
2) La Commissione, altresì, ritiene che l’impianto agrivoltaico non sia coerente con la tutela della biodiversità e della connettività ecologica, praticamente non è rispettata la rete ecologica regionale; questo tema, fondamentale, è stato più volte da me rimarcato in tutte le osservazioni che ho prodotto sino ad oggi ai vari progetti di rinnovabili su Gravina e dintorni.
3) L’installazione dell’impianto in progetto porterebbe una modifica irreversibile del territorio trasformandolo da un ambiente naturale e seminaturale in un sistema antropizzato con copertura artificiale: i pannelli fotovoltaici sono in contrasto con le forme tradizionali di utilizzo del suolo (pascolo, cerealicoltura estensiva, ecc). Gli interventi previsti interrompono la continuità degli habitat, causando un effetto a mosaico che frammenta il paesaggio.
4) Il progetto si trova in contrasto con l’Art. 78 - Direttive per la tutela della rete viaria storica e delle connessioni paesaggistiche nelle NTA che recitano che “Le infrastrutture e gli impianti di nuova realizzazione non devono interferire con il sistema di relazioni visive lungo la rete viaria di interesse paesaggistico": bisogna ricordare che a Zingariello insistono molti siti archeologici e altomedievali come Belmonte, San Donato alla selva, mass. Zingariello, l’antico tratturo Gravina-Grassano, ecc.
5) Altro punto molto importante considerato dalla commissione tecnica è quello della presenza cumulativa di altri impianti: in un raggio di 3 Km dall’impianto proposto, come indicato nella D.G.R. n. 2122 del 23/10/2012, si riscontra la presenza di sette impianti fotovoltaici già realizzati, tre pale eoliche non censite nell’anagrafe degli impianti FER della Regione Puglia e ben 6 progetti di agrivoltaico attualmente all’esame del ministero, di cui uno già concluso positivamente in procedura di VIA (progetto denominato “Loschiavo” di oltre 60 ettari).
La somma di tutti questi progetti ancora in fase istruttoria e pari a oltre 270 ettari: praticamente 2,7 kmq su un’area di meno di 6 kmq. Molto più di un terzo dell’intera piana di Zingariello rischia di essere occupata da pannelli solari.
La compatibilità ambientale viene valutata negativamente perché l’impianto in questione, insieme agli altri già esistenti, causerebbe un impatto cumulativo in grado di trasfigurare completamente l’area, compromettendo in modo definitivo le componenti strutturali paesaggistiche ed ecologiche. Tutti questi progetti in essere prevedono una fase di dismissione, al termine della vita utile dell'impianto, stimata in circa 30-32 anni!
Questo parere negativo apre uno scenario nuovo nell’ambito dei progetti di rinnovabili presentati in località Zingariello: non tutti i progetti possono essere approvati e soprattutto le società non possono aggirare le più elementari norme di tutela del paesaggio e dell’ambiente naturale.
Tutti quei proprietari di suolo agricolo su a Zingariello che hanno sottoscritto accordi con le società, e che attendono ansiosi l’approvazione da parte del ministero, potrebbero rimanere molto delusi.
Infine c’è il capitolo della politica locale, di una amministrazione che sino ad oggi non ha dato segni di vita, non ha mai fornito nessuna informazione sui progetti presentati e che sembra subire passivamente le scelte intraprese dalle società di rinnovabili. Questa amministrazione dovrebbe interessarsi di più del nostro territorio: nessuna osservazione tecnica è stata presentata ai tanti progetti in essere e nessun indirizzo politico è stato dato per cercare di tutelare quel po' che ne rimane della nostra identità paesaggistica e territoriale. Non è un bel segnale proprio ora che occorre reagire.
Giuseppe Lapolla





