Cronaca
INSEGNANTI DI SOSTEGNO: NO STABILIZZAZIONI, SI NOMINE IN DEROGA
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29 Ago 2025
- Ultima modifica il Venerdì, 29 Agosto 2025 05:52
- Pubblicato Venerdì, 29 Agosto 2025 05:52
- Scritto da LA REDAZIONE
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Ogni inizio di anno scolastico si registra la mancanza di docenti di sostegno per cui si procede alle nomine in deroga, in Puglia ne sono state attivate 10.142 così distribuiti: 905 nella scuola dell’infanzia, 3.974 nella scuola primaria, 2.336,5 nella secondaria di primo grado, 2.926,5 nella secondaria di secondo grado.
A renderlo noto è la Uil Scuola Puglia, che stigmatizza la situazione: "Si tratta di una vera e propria forzatura dell’organico di diritto, con la finalità evidente di risparmiare risorse economiche a scapito della qualità dell’inclusione scolastica e della stabilità del personale".
"Quando il ministero utilizza oltre diecimila posti in deroga nella sola regione Puglia, ignora volutamente i bisogni reali delle scuole, delle famiglie e, soprattutto, degli alunni con disabilità. Una gestione emergenziale che diventa sistematica, con conseguenze gravissime in termini di continuità didattica, progettualità educativa e diritti costituzionali", afferma il segretario generale della UIL Scuola Puglia, Gianni Verga.
"Il massiccio ricorso ai posti in deroga per loro natura precari e instabili è il risultato di scelte politiche sbagliate: si preferisce mantenere un sistema fragile e temporaneo pur di non assumere personale in modo stabile, compromettendo di fatto l’efficacia dell’inclusione. Senza dimenticare una conseguenza paradossale e gravissima: lo Stato diventa il datore di lavoro che più di tutti fomenta il precariato".
La UIL Scuola Puglia fa appello ai parlamentari pugliesi chiedendo con urgenza l’incremento dell’organico di diritto per il sostegno, in coerenza con le certificazioni degli alunni e le necessità espresse dalle scuole.
"Occorre – conclude Verga – un piano strutturale di stabilizzazione del personale docente di sostegno, evitando il ricorso sistematico al precariato. Si faccia ricorso a una gestione trasparente, condivisa e responsabile delle risorse, che metta al centro gli alunni e il personale, non i vincoli di bilancio. Così davvero non si può parlare di inclusione, siamo di fronte a una beffa. In una regione come la nostra, caratterizzata da un numero sempre più crescente di disabilità, servono investimenti seri e una visione chiara".





