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Politica

IERI IN MOLTI A GRIDARE “PALESTINA LIBERA”

Circa mille coloro che ieri hanno accolto l’invito per una marcia a Gravina e dare un forte segnale di contrarietà alle guerre, in particolar modo per dire NO al genocidio in Palestina che in solo venti mesi ha comportato l’uccisione di 55.000 persone; volti, voci, cuori uniti della stessa speranza, quella di un mondo più umano.

E’ stato il ponte acquedotto, simbolo di unione, ad accogliere la marea di gente le quali, al calare del buio, hanno acceso le luci per dare un segnale inequivocabile: STOP ALLE ARMI.

Successivamente il lungo serpentone, al grido di Palestina libera, si è portato in piazza Cattedrale dove un lungo applauso ha concluso la marcia; malinconia e rabbia si denotavano nei partecipanti: donne, bambini, uomini, anche immigrati, provenienti anche da Altamura, Poggiorsini, Cassano, Altamura, Santeramo.

Alcuni presenti hanno aderito anche in rappresentanza dei Comuni di provenienza: Davide Del Re, Sindaco di Cassano oltre ad assessori di Altamura, Poggiorsini.

Inquietante l’assenza dell’Amministrazione Comunale di Gravina (sindaco e assessori), città in cui ha avuto luogo la riuscita marcia eppure era stata garantita la presenza fino a poche ore dall’inizio. Una brutta pagina dei nostri rappresentanti istituzionali che si presentano in massa solo in occasione di “tagli del nastro”, Gravina non merita queste “scenate”. 

Purtroppo si è notata anche l'assenza del Pastore della chiesa locale, Mons. Giuseppe Russo, e dei sacerdoti; la marcia è stata una manifestazione pacifica in cui si è chiesto di fermare le armi che hanno già mietuto tante vittime. Sicuramente erano presenti tanti fedeli del popolo.