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Storia, Uomini e luoghi

LA CONFRATERNITA DI SAN MICHELE DELLE GROTTE

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Il culto di “San Michele delle Grotte” del rione “Fondovito” di Gravina,  filiazione da quello di Monte Sant’Angelo, deve la sua istituzione ai Longobardi sin dal IX secolo dopo Cristo, che sollecitarono i Gravinesi a farsi devoti pellegrini al santuario di San Michele del Gargano.  Successivamente il culto fu salvaguardato e incentivato da pastori nomadi della transumanza e dai pellegrini che transitavano da Gravina per poi dirigersi a Gerusalemme. Quella eredità fu accolta dagli abitanti del quartiere “Fondovito” che ne hanno conservato culto, devozione e festeggiamenti sino alla istituzione della Confraternita di san Michele (1925), che divenne protettrice e patrocinatrice del culto e della festa dell’8 maggio.

Quest’anno il Comitato della Festa, costituito dai confratelli micaelici, hanno deliberato con il consenso del vescovo, monsignor Giovanni Ricchiuti, dei canonici del Capitolo della cattedrale, di don Michele Capodiferro, padre spirituale di allungare i festeggiamenti dal 7 maggio (vigilia) all’8 maggio festa solenne con celebrazioni di messe, processione con la statua del santo, omaggio del Capitolo a san Michele, festeggiamenti civili con concerti bandistici, fuochi pirotecnici, addobbo del quartiere con i “Balloni-Brandea” di antichissima consuetudine, mercatini.

Nel 1925, alcuni pii devoti di San Michele Arcangelo, rafforzarono e incentivarono il culto con radici antichissime, determinate da particolari eventi calamitosi naturali e storici vanificati dalla protezione dell’Arcangelo, a cui avevano implorato aiuto gli abitanti di Gravina in gravi pericoli.

Sin dalla iniziale diffusione del culto si costituirono gruppi di devoti, che puntualmente si recavano a Monte Sant’Angelo l’8 maggio ed il 29 settembre per chiedere una costante protezione e grazie al Santo.  In alcuni luoghi nacquero aggregazioni con regolamenti ed impegni da osservare in occasione dei pellegrinaggi o delle processioni di penitenza per invocare l’intervento di S. Michele al fine di scongiurare la persistenza delle calamità.

Quando si verificavano terremoti violenti, pestilenze, carestie, e i danni erano minimi o inesistenti si attribuiva l’intervento protettivo ad un Santo. San Michele deteneva sempre il primato  delle protezioni, specialmente, nel Sud d’Italia. Infatti, il 1688 fu eletto patrono e protettore di tutto il Regno di Napoli, perché il terremoto del 5 giugno non aveva provocato danni di rilievo. In seguito fu anche riconosciuto Etnarca d’Italia.  Nel 1841, per volontà del re di Napoli e con l’assenso papale, la festa dell’8 maggio fu riconosciuta di doppio precetto. Questi atti e riconoscimenti delle autorità, accompagnati dall’esistente devozione e stimolata dall’azione della Chiesa, indussero gruppi di laici a costituire confraternite dedicate a S. Michele e, dove fu possibile, si trovarono luoghi e si costruirono chiese da dedicare al Santo, si istituirono benefici, si realizzarono cappelle in quasi tutte le chiese, a partire da quelle cattedrali, si costruirono cappelle presso i cimiteri per seppellire i devoti micaelici.

Tra il XVII e l’inizio del XX secolo, in Puglia, si registrano diverse confraternite di S. Michele: Altamura (sec. XVII); Bari (sec.XIX); Bisceglie (sec. XVIII); Bitonto (sec.XVIII); Carbonara (sec.XX); Ceglie del Campo (sec. XX); Celenza Valfortore (sec. XVIII); Francavilla (sec.XVII); Giovinazzo (sec. XIX); Gravina (sec. XX - 1925); Lucera (sec. XX); Minervino Murge (sec. XVII); Monopoli (sec. XVIII); Noci (sec. XVIII); Oria (sec. XVIII); Palese (sec. XX); San Michele di Bari (sec. XVIII); Sant’Agata di Puglia (sec. XIX); Taranto (sec. XX); Trepuzzi (LE) (sec. XIX).

La confraternita di Gravina, al pari di tutte le altre, assunse particolare significato, perché incrementò la devozione ed avvicinò a S. Michele famiglie e uomini che furono uniti da vincoli spirituali con azioni di mutuo soccorso, alquanto socializzanti.

Essa nacque seguendo lo stesso rito di tutte le confraternite: alcuni cittadini stabilirono di divenire fratelli sotto la protezione di S. Michele, suoi particolari devoti, ed avviarono ogni azione per costituire il sodalizio. Seguì una assemblea di ben 70 devoti che deliberarono unanimemente di dar vita alla Confraternita. Il 25 marzo 1925, 40 laici chiesero al vescovo  pro tempore  Giovanni Maria Sanna,  di costituire la pia associazione sotto la protezione di S. Michele. Monsignor Sanna accolse la richiesta e con apposito decreto vescovile del 12 aprile 1925 riconobbe la istituzione legale della pia unione.

La Confraternita ebbe un’amministrazione provvisoria presieduta dal padre spirituale canonico Domenico Digiesi, primicerio del Capitolo cattedrale. L’investitura ufficiale della neoconfraternita avvenne proprio l’8 maggio 1925, giorno dedicato a S. Michele delle Grotte, a ricordo della prima apparizione del Santo al Gargano.

Lo statuto venne approvato il 31 maggio dello stesso anno e al capo secondo si colgono gli scopi salienti della pia unione: 1) risvegliare la pietà cristiana e il culto al protettore S. Michele Arcangelo; 2) prodigare reciproco vantaggio materiale e spirituale fra gli associati; 3) far dire messe e pregare per il suffragio delle anime degli associati.

I confratelli furono sottoposti anche ad un regolamento, stabilito dall’autorità ecclesiastica, che ne puntualizzò diritti e doveri. Essi, a norma dell’art. 14, debbono: istruirsi, se non ancora lo fossero, nei rudimenti della fede ed intervenire con ogni puntualità alle conferenze ed istruzioni che dovesse fare il padre spirituale; esercitare le virtù cristiane; fuggire il turpiloquio e la bestemmia; rispettare i superiori;  frequentare i Sacramenti; intervenire alla Santa Messa, alle funzioni ed alle processioni a cui la confraternita è obbligata  ... . Ancora oggi, tutti i confratelli hanno l’obbligo di partecipare in divisa alle seguenti manifestazioni in ordine e con massima dignità: processione della festa di S. Michele delle Grotte dell’8 maggio; processione del Corpus Domini; processione della festa patronale di S. Michele del 29 settembre; cortei funebri dei confratelli defunti; prestare onori all’arrivo di ogni nuovo vescovo. Inoltre bisognava  seguire le sacre funzioni la domenica ma soprattutto nelle ricorrenze su citate, partecipare al viatico della settimana Santa, al Triduo eucaristico e nella IV domenica di Quaresima, sera conclusiva, accompagnare in divisa il Santissimo, e all’Ottavario  dei defunti che si celebra in cattedrale. Inoltre, prestano particolare impegno la mattina dell’8 maggio, quando con il Capitolo cattedrale, in assetto da gran cerimonia, si recano in processione a rendere omaggio al Santo nella chiesa-grotta. A questo proposito, riferisce il priore  pro tempore,  Filippo Bartolomeo, che in occasione dell’ anno Santo 1950, monsignor Sanna ordinò che l’8 maggio, di quell’anno, venisse portata in processione la statua di S. Michele delle Grotte (in pietra del Garagano), cosa che avveniva solo in circostanze particolari.

La vestizione di ogni nuovo confratello si effettua la mattina dell’8 maggio  dopo la celebrazione della messa all’altare di S. Michele in cattedrale, con la benedizione della fascia d’investitura, che rende il neoconfratello protetto del Santo, obbediente ed osservante delle regole.

I fratelli di S. Michele giurano fratellanza in eterno e stabiliscono di essere uniti sotto la protezione del loro Santo anche dopo la morte, in un luogo comune di sepoltura, come tutte le altre confraternite. Per questo, il 20 settembre 1931 fu presentato all’assemblea ed approvato dai confratelli il progetto della cappella funeraria, redatto dall’ing. Lacalamita. Il gentilizio funebre fu realtà sin dal 1932, quando fu consacrato con l’altare centrale, su cui fu posto un quadro della Pietà, realizzato da Angelo Amodio, poi rubato. Nel 1973 fu realizzata una statua di S. Michele di terracotta, dai fratelli Loglisci, per essere posta sulla nicchia della cappella funeraria, dove ancora esiste.

E’ stata realizzata, per conto della confraternita, una guida tascabile per far conoscere le notizie storiche su Gravina, Fondovito, Santuario Grotta, Balloni, folclore ed eventi sulla festa; il tutto per facilitare i turisti ed i gravinesi circa la conoscenza del culto micaelico. La guida sarà possibile acquistarla presso il Comitato e la libreria Parrulli.

La confraternita odierna è costituita dal seguente gruppo dirigente: Don Michele Capodiferro (Padre spirituale); Riviello Francesco Paolo (Priore); Damiani Bruno (Vice Priore); Elia Pietro (I assistente); Trentadue Vito (Segretario); Capozza Donato (Cassiere). 

Gravina 25 aprile 2016                              Fedele RAGUSO

 

Il testo di cui sopra è stato stilato dagli storici Fedele RAGUSO e Marisa D’AGOSTINO con l’ausilio delle fonti. Gli autori si riservano tutti i diritti, con il divieto assoluto di ogni riproduzione ed uso arbitrario.

 

 

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