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Politica

Sul DDL Scuola il Sindaco chiede...

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Preg.ma

On.le Liliana Ventricelli

Componente VII Commissione

Cultura, Scienza e Istruzione

 

 

 

 

Cara Liliana,

in questi giorni anche Gravina, come il resto della Murgia e l’Italia intera, è attraversata dal fremito di quanti – insegnanti, studenti, famiglie – sono scesi in piazza per rivendicare il diritto ad una scuola davvero buona, attraverso un processo di coinvolgimento che valga a riformare in meglio la riforma in discussione in Parlamento. Temi e questioni che certo non ti sfuggiranno, ancor più in considerazione del tuo ruolo di componente della VII Commissione Cultura della Camera. Proprio da questa tua postazione avrai sicuramente avuto modo di avviare una profonda riflessione sul cammino intrapreso, difficile ma indispensabile, lungo il quale – e non poteva forse essere altrimenti – non è mancato qualche inciampo, dovuto probabilmente alla fretta di correre per agguantare un futuro che sembrava allontanarsi ogni giorno di più.

Se questo non basta a considerare marcio tutto quanto fatto, è altrettanto innegabile che a fronte delle criticità emerse occorra porre rimedio in sede parlamentare, ove necessario anche in maniera radicale, per portare a termine riforme condivise ed ampiamente condivisibili, specie nel mondo della scuola, asse portante della costruzione della società del domani, un obiettivo che noi sindaci, quotidianamente in contatto col territorio, ci siamo impegnati a perseguire sollecitando e coinvolgendo in questo tragitto i parlamentari del nostro partito anche nella veste di rappresentanti del Pd in un ambito che travalica i confini di un singolo Comune per abbracciare l’intera area murgiana e larga parte della Terra di Bari.

Per questa ragione mi rivolgo a te, confidando che attraverso la tua opera parlamentare possa essere recepita l’istanza di modificare profondamente la riforma in discussione, secondo quanto il mondo della scuola propone. Ad esempio, rimodellando la figura cardine del disegno di legge in discussione, quella dei presidi, giornalisticamente equiparati a degli sceriffi nell’impianto normativo: a loro, in base alle attuali previsioni, il compito di scegliere gli insegnanti da chiamare in cattedra. Una facoltà se da un lato, come è giusto, punta a premiare il merito, dall’altro schiude la via alla più ampia discrezionalità, con una deregolamentazione che mortifica il ruolo di organi quali il collegio dei docenti e, dall’altro, non fissa criteri idonei a garantire che dalla discrezionalità si possa scivolare nell’arbitrio, che sarebbe vieppiù accresciuto dalla contemporanea marginalizzazione dei punteggi di anzianità, col risultato di aprire strade rischiose ai giovani insegnanti e di condannare all’espulsione quelli un po’ più avanti con l’età. E come se non bastasse, nulla si dice in ordine alla disparità di trattamento tra gli assunti prima del 2015 e quelli che seguiranno: i primi potranno conservare a vita la cattedra, gli altri saranno nei fatti costretti ad un nomadismo privo di garanzie, che potrebbe anche sfociare nella disoccupazione a vita, stante l’eventualità – tutt’altro che remota – di non riuscire a trovare altra destinazione alla scadenza del contratto che avrà valenza triennale. E tutto ciò per tacere della mancanza di risorse adeguate a sostegno dell’aggiornamento del personale e, soprattutto, di retribuzioni ferme da anni, oltre che dei meccanismi ideati in fatto di supplenze, con l’obbligo di coprire con personale interno le assenze non superiori ai 10 giorni e le incertezze legate alle modalità di sostituzione degli insegnanti ad esempio in maternità solo nel corso dell’anno. Né si dimentichi che già la Corte Costituzionale, nel 2013, con sentenza redatta dall’allora giudice costituzionale ed oggi presidente della Repubblica Sergio Mattarella, stabilì l’incostituzionalità di una legge con cui la Regione Lombardia aveva introdotto a livello regionale alcuni principi oggi ripresi dalla Riforma del Governo, tra i quali la potestà attribuita ai dirigenti scolastici di scegliere i docenti.

Cambiare, dunque, si deve. Non ho dubbio che in questa battaglia ti avremo al nostro fianco. Certo di un riscontro e che questi suggerimenti troveranno ascolto e saranno da te trasfuse in emendamenti e proposte parlamentari che attendiamo di conoscere per avviare su di essi un confronto pubblico, colgo l’occasione per salutarti cordialmente ed augurarti buon lavoro.

Gravina in Puglia, 7 maggio 2015

Il Sindaco

Dott. Alesio Valente

 

Commenti (1)
AD OGNUNO IL SUO...!
1Mercoledì, 13 Maggio 2015 15:25
Fedele RAGUSO

La parola agli addetti ai lavori - Nè Valente nè Ventricelli han dimestichezza con il Mondo Scuola! - Plauso al sindaco Valente per aver colto una buona occasione per farsi pubblicità, scrivendo alla sua "compagna di Partito PD" sicuramente incompetente in campo Cultura e Istruzione e mondo della Scuola. Il Valente ha più demeriti della onorevole Ventricelli che indegnamente rappresentano la "Gente della Murgia" senza saper dare risposte politiche adeguate e necessarie: Valente per una gestione fallimentare e indecorosa del Comune di Gravina; Ventricelli si schiera contro gli indignati della Scuola. Che capisce Lei di Scuola? Se la stessa Ministra dimostra di essere incompetente, cocciuta, sorda e miope! La Ventricelli per difendere il suo (inopportuno e infruttuoso) ruolo nella VII Commissione Cultura e per accattivarsi le grazie della Ministra e del Renzi si è posta contro l'esercito della Scuola (docenti, alunni, genitori, precari, sindacati) che unanimemente e giustamente rifiuta la Pessima Riforma che il Governo vuol mettere in atto. La sua risposta, onorevole, (puerile) attesta la sua pochezza in campo legislativo scolastico e parla da buon "pappagallo" suscitando indignazione e disprezzo contro di Lei e il PD che a breve riceverà una dura batosta elettorale. Una delle grandi pecche della riforma attiene la "Figura del Dirigente"! Che ne sarebbe della scuola con la dittatura di dirigenti, perlopiù incompetenti , che ricoprono quelle cariche o per grazie ricevute o per le brevi vie degli incarichi, dopo anni di vicepresidenze e galoppini di ex dirigenti di basso profilo ed inidonei a dirigere collegi di docenti e guidare indirizzi didattici e predisporre documenti attivi e proficui per la buona formazione degli studenti. La Scuola è la massima ricchezza presente e futura di uno Stato solo se funziona e produce opportunamente. Ridurla nelle mani di incompetenti, scivolerebbe in tante dittature con opposizioni di docenti, genitori e alunni. I protagonisti della Formazione sono i bravi docenti, che ricevono la fiducia e stima di genitori e alunni. Questi ultimi, amati dai loro insegnanti riescono a far fiorire le loro capacità e competenze, che accompagnate da volontà ed impegno danno risultati di eccellenza. I dirigenti sono e sanno fare, appena, i burocrati e aspirano a conseguire stipendi privilegiati. Sul fronte del precariato e dei disoccupati che hanno vinto i concorsi per l'abilitazione all'insegnamento la Riforma proposta si attesta poco idonea e balbettante. Egr.a Onorevole Ventricelli si metta sulla retta via e lasci perdere quella del difensore d'ufficio a pro del Renzi e della sua Ministra! Diversamente, anche Lei guadagnerà i dissensi ed il dispregio di tutti gli elettori PD, che cambieranno indirizzo politico!

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