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Cultura ed Eventi

L’ultima fatica editoriale di Giuseppe Massari presentata in Fiera

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Domani, 23 aprile, è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO, la scelta è legata a una doppia coincidenza: la scomparsa, il 23 aprile 1616, di alcuni dei più alti rappresentanti della letteratura mondiale come Shakespeare, Cervantes e Garcilaso de la Vega e la Giornata dedicata al libro che già si festeggiava nella stessa data, a partire dall’inizio del secolo XX, a Barcellona dove coincideva con la festa del santo patrono Sant Jordi (San Giorgio).

In questo contesto intendiamo parlare dell’ultima fatica editoriale di Giuseppe Massari, autore del suo ultimo libro: “Gravinesi per sempre. Personaggi illustri della nostra storia”, Grillo Editore. Il 19 aprile scorso fu presentato nella cornice dell’Agorà, presso il padiglione istituzionale del nostro Comune e di altri facenti parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. L’occasione fu propizia per dialogare con il sindaco Fedele Lagreca e con Marino Pagano presidente del Centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto, sollecitati da Giuliana Vendola. Il resoconto della serata può essere sintetizzato dalle parole scritte dal primo cittadino, nella sua presentazione, e dall’autore, nella sua introduzione. “Da primo cittadino della città di Gravina sento di poter esprimere un senso di gratitudine a Pinuccio Massari per la sapiente raccolta di biografie relative a personaggi meritevoli , ma, purtroppo ignorati dal grande pubblico,e degni di ogni considerazione, e che, finalmente, ha dato alle stampe, anche grazie al mio sostegno e al mio incoraggiamento. Sono grato all’autore per l’orgoglio che ha saputo suscitare in me . Si, sono e mi sento orgoglioso di appartenere ad una comunità che ha saputo crescere, da vicino o da lontano, con uomini e donne che hanno lasciato il loro segno, la loro impronta. Sono orgoglioso al punto da invogliare gli altri, tutti, agli stessi sentimenti, soprattutto i giovani studenti, le nuove generazioni a cui questo testo arriverà, per indurli alla lettura e, perché no all’emulazione di costoro che si sono affermati con spirito di abnegazione e sacrifici personali, familiari e professionali. Questa è l’occasione per fare tesoro del passato e guardare avanti con gli occhi della speranza. Con gli occhi del futuro. Per essere e continuare ad essere costruttori e non demolitori delle nostre eredità culturali e storiche. Abbiamo dei tesori e valori da scoprire e da affidare a chi ci appartiene e apparterrà al domani. Con questi lusinghieri sentimenti e di riconoscenza verso chi ci ha lasciato le sue gloriose testimonianze, per dirci che se il tempo corre, scappa, fugge, esso non è mai temerario e tiranno per indurre tutti alla riflessione. Al rendiconto di saper essere, di continuare ad agire ed essere i nuovi testimoni dell’avvenire. Con la storia progrediamo. Con la storia cresciamo. Con la storia ci innamoriamo dei beni che abbiamo trovato, ricevuto gratuitamente e con quelli che noi sapremo costruire umilmente, facendoci depositari delle lezioni costruite dalla saggezza, dal coraggio e dalla lungimiranza “profetica” dei nostri avi”. Dalla introduzione dell’autore: “Detti alle stampe, nell’ottobre del 2017, per conto della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi e del Consiglio all’epoca vigente con Mario Burdi Presidente, un mio lavoro di ricerca: Figli illustri gravinesi: medaglioni di storia nel segno della memoria a 100 anni dalla morte del Barone Ettore Pomarici Santomasi. Fu una raccolta di schede biografiche sugli illustri gravinesi che si erano succeduti a quelli già menzionati e pubblicati da Giuseppe De Ninno, intorno al 1906. Ecco, perché il titolo riferito a gravinesi doc e a quanti in questa città hanno fatto capolino insegnando, studiando, lavorando, nascendo o partendo da essa senza dimenticare le proprie origini. Ora si va oltre. Vado oltre per riprendere il cammino della saggezza altrui. Senza fermarmi nella ricerca e nello studio di testi, memorie ho trovato altre figure eminenti di gravinesi veraci ed adottivi. Originari, discendenti, consanguinei, collaterali, mogli, madri nati in loco o altrove, ma pur sempre gravinesi o che tali ho ritenuto di poter considerare, anche quando si sono allontanati dal luogo natio o da quello delle loro progenie, per cercare identità professionali o che da altri paesi sono giunti qui da noi per le stesse ragioni, facendosi gravinesi; per il lustro e la fama che hanno saputo dare alla nostra città. Professionisti, tra i quali avvocati, ingegneri, giuristi, giudici, docenti, artisti, pittori, scrittori, commediografi, geometri, religiosi, religiose, politici, sindacalisti, imprenditori veri, qualificati, unici ed originali; umili artigiani e lavoratori della terra. Senza alcuna eccezione ho cercato di comprendere quanto potesse essere diffuso, conosciuto, apprezzato e giudicato secondo i metri di quella storia benigna e non matrigna che induce al rispetto per chiunque, a qualsiasi titolo e livello, è riuscito ad “imporsi” e a proporre il meglio di se stesso. Una carrellata di personaggi fin’ora sconosciuti, ma che rientreranno, giustamente, sia pure con anni di ritardo, nel Pantheon storico-culturale di Gravina. Anzi, essi già appartengono alla sacralità di una vita propria, della storia consumata, vissuta per altruismo, per senso del dovere, per missione evangelica. Per il gusto dell’identità chiamata appartenenza. Appartenere per dare, per lasciare testimonianze del loro operato, magari silenzioso, umile, nascosto. Per distinguersi e per distinguere la loro azione con il loro presente, senza avere la pretesa, forse, di proiettarsi nel futuro e diventare, a tutti i costi, protagonisti. Con la loro quotidianità. Con semplicità mi sono avvicinato a loro facendomeli compagni di viaggio. Della mia vita, così come mi auguro della vita di tutti coloro che si avvicineranno alla lettura per approfondire. Per cercare e trovare il senso delle loro radici e tradizioni”.

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