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Cronaca

Il tarantino don Giuseppe Russo nuovo vescovo della nostra Diocesi. Il primo messaggio del neoeletto

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In contemporanea con la pubblicazione del bollettino della Sala stampa vaticana, è stato dato a Taranto, nel Salone dei Vescovi dell’episcopio, dall’arcivescovo Ciro Miniero alla presenza del nuovo pastore, e, nella cattedrale di Altamura, dall’arcivescovo-vescovo Giovanni Ricchiuti, l’annuncio della nomina del nuovo vescovo. Mons. Giovanni Ricchiuti, cui Papa Francesco aveva accettato la rinuncia, per raggiunti limiti d’età, al governo pastorale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, presentata, in conformità al can.401§ del Codice di Diritto Canonico ha comunicato la nomina del suo successore, nella persona di mons. Giuseppe Russo, del clero dell’arcidiocesi metropolitana di Taranto, parroco della San Francesco d’Assisi in Martina Franca, 57enne, vescovo eletto di prima nomina, è nato il 12 giugno 1966 a San Giorgio Jonico, in provincia ed arcidiocesi di Traranto. Ha studiato Filosofia e Teologia presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, conseguendo il baccellierato in Teologia. È membro dell’Istituto Servi della Sofferenza. È stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1995, incardinandosi nell’arcidiocesi di Taranto. Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: vicario parrocchiale presso la SS. Angeli Custodi in Taranto (1995-2000); licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma (1996); consulente ecclesiastico dei Giuristi cattolici Sezione di Taranto (1998-2005); difensore del vincolo e promotore di Giustizia del Tribunale ecclesiastico diocesano (1999-2005); membro della Commissione liturgica e arte sacra (2000-2005); laurea in Ingegneria civile presso l’Università di Pisa (2005); responsabile del Servizio nazionale per l’Edilizia di culto nella Segreteria generale della Cei (2005-2015); docente al Master Architettura e Arti per la Liturgia presso il Pontificio Istituto liturgico S. Anselmo (2010-2015); membro della Giuria del Premio europeo e del Premio internazionale di Architettura Sacra istituiti dalla Fondazione Frate Sole (2009-2015); membro del Comitato scientifico per l’Osservatorio sull’Architettura Sacra del Centro studi Dies Domini di Bologna (2011-2015); titolo di Architetto Onorario (2014); Sotto-Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (2016-2022).
Questo il suo primo messaggio indirizzato alla Chiesa di Altamura Gravina Acquaviva delle Fonti. “Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle (Gv 21, 15-17). Questa parola di Gesù a Simon Pietro, pronunciata all’alba della Chiesa, risuonerà oggi e sempre come imperativo per ogni pastore chiamato dal Signore a guidare una porzione del suo popolo. L’esortazione ha un duplice significato. Il pastore deve pascere, ma nello stesso tempo lasciarsi evangelizzare dal gregge, il quale a sua volta deve farsi pascere dal pastore. Protagonista di questa reciprocità è lo Spirito del Risorto, che anima efficacemente ogni pastorale e rende il gregge capace di vivere la fede per edificare il Regno di Dio. La cara comunità di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti a cui il Santo Padre mi ha inviato risplende già di fede e di bellezza, come popolo di Dio capace di evangelizzare luoghi, relazioni e sfide. Rassicurato da questa certezza, vengo in mezzo a voi con il desiderio di camminare insieme alla sequela di Cristo, per testimoniare con voi la sua misericordia e la sua forza mite. Ci sostiene e ci incoraggia la comune fiducia per una Chiesa in crescita, che si lasci guidare e trasformare dal vangelo secondo le attese del nostro tempo. Una Chiesa che intenda decisamente rafforzare la propria identità di comunità, che faccia della comunione e della condivisione il proprio impegno per il futuro, che sia una Famiglia coesa, attenta alle diverse ricchezze storiche e culturali, aperta e accogliente, dialogante e profetica nella società e nel territorio. Non una Chiesa muta o loquace, né nostalgica o sbilanciata in avanti, ma fedele alle sue radici e capace di rinnovarsi, senza inerzia né timore. La nostra Chiesa: bella, grata e generosa! Ci sostenga e ci accompagni in questo cammino Maria Vergine Immacolata, la cui memoria domani celebreremo con gioia e gratitudine”.
Pinuccio Massari

 

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