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IL RUOLO DEL SINDACATO E LA CONSULTAZIONE AMMINISTRATIVA

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Indubbio il ruolo che il sindacato ricopre nella gestione di una comunità ed allora abbiamo fatto alcune domande a Peppino Deleonardis, coordinatore della Camera Lavoro di Gravina, in merito alla consultazione elettorale che deve dare un governo alla città.

D. Quali devono essere i rapporti che un’amministrazione comunale deve tenere con il sindacato?

R. Come sindacato dico che ci confronteremo sul programma e in quanto tale chiederemo alla futura amministrazione di costruire un percorso di democrazia partecipata, di coinvolgere i soggetti intermedi contro l’idea degli interventi a pioggia; la programmazione vuol dire condividere con i soggetti di rappresentanza qual è l’idea di uno sviluppo. Chiederemo che sia istituito il PES (Pertenariato Economico e Sociale) già definito a livello nazionale, regionale e provinciale, per avere un’idea dello sviluppo di un territorio partendo dalla vivibilità della città, della connessione tra la periferia e il centro, un punto di vista urbana che guardi ai servizi, al verde quindi un diverso assetto senza lasciare alla spontaneità con interventi scollegati e non programmati. Chiederemo una forte attenzione in termini produttivi e di valorizzazione dei beni ambientali a partire dal bosco comunale insieme allo sviluppo della zona artigianale creando una rete di servizi alle imprese ed infine avere un forte interesse per i beni archeologici ed ambientali; il turismo va organizzato fornendo servizi, si è lavorato per l’immagine ora vanno create strutture serie perché il tutto deve avere un forte risalto, l’occasione ci viene dato dai PNRR i cui possibili finanziamenti vanno recuperati dalla futura amministrazione con progetti che vanno discussi con le parti sociali, comportamenti mancati dall’amministrazione Valente. Da non trascurare le politiche sociali a partire dalla carta dei servizi esistente ma non diffusa; insomma questioni che vanno affrontate insieme, ognuno nel proprio ruolo sperando che non prevalga il civismo spinto perché esso è la malattia del secolo.

D. Oggi, dopo aver lavorato con le forze politiche che costituiscono la coalizione “Una bella storia” ti sei tirato fuori, perché?

R. Abbiamo lavorato perché si potesse ricomporre l’unione delle forze di centro sinistra, contro una visione antipolitica che ha preso corpo tendente a non riconoscere i partiti tradizionali mentre questi sono una forma di partecipazione e di filtro, ora impera l’individualismo con la formazione di liste civiche che dopo la competizione elettorale scompaiono. Ora in un contesto di fallimento per un raggruppamento largo di forze di sinistra io pur essendo un responsabile provinciale di Sinistra Italiana dovevo evitare che il sindacato potesse perdere la propria autonomia non potendosi far condizionare dalle forze sociali come quelle imprenditoriali, la scelta fatta era inevitabile.

D. Nel tentativo di formare un centro sinistra c’è stato che chi era seduto al tavolo con “Una bella storia” e magari facevano parte della vecchia amministrazione abbiano scelto di aderire ad una coalizione formata da sole liste civiche.

R. Va detto che quasi tutti i soggetti avevano chiesto l’annullamento dei simboli ma, a fronte di una posizione di coerenza da parte di “Una bella storia” in virtù della discontinuità, è subentrato il collante anti-Valente, probabilmente anche anti-PD; coloro che avevano ricoperto ruoli di governo (Digiesi, Calculli, Stimola, Dibattista), per citare alcuni, oggi si ritrovano a fianco di persone appartenenti alla Lega, Fratelli d’Italia. Evidentemente il collante è il potere a discapito di una visione politica.

D. La storia di Italia Viva non può essere letta allo stesso modo, avendo scelto di ritirarsi dalla competizione elettorale..

R. Anch’essa aveva chiesto il superamento dei simboli annullando la sua identità e pur non avendo scontri ideologici avranno avuto difficoltà a marcare un’alleanza con le forze di sinistra tant’è che non hanno accettato un candidato di sinistra a sindaco, tutto ciò dispiace perché oggi lasciamo campo libero ad un’ammucchiata che è insieme nel nome del potere.

D. Deposito unico scorie nucleari e ruolo nuova amministrazione comunale.

R. Come sindacato ci confronteremo sul programma, il tema dell’ambiente e delle scorie nucleari è un aspetto fondamentale per cui la presenza di un deposito non può condizionare per centinaia d’anni la connotazione agricola, turistica, economica del territorio diventando un’area residua del territorio. E’ necessario che tutti i candidati sindaci debbano esprimersi su questo tema sapendo che le battaglie le si devono condurre in un futuro in quanto traspare che questa zona potesse essere individuata idonea a diventare pattumiera nucleare.

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