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Storia, Uomini e luoghi

Puglia, antifascismo e luoghi della memoria

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La città di Gravina è uno degli snodi di una inedita guida che, proprio in questi giorni, edita da Edizioni dal Sud, è stata presentata al Salone Internazionale del libro di Torino.

“Puglia, in viaggio nella memoria tra i luoghi dell'Antifascismo, della Resistenza e dell'Accoglienza” ha l'innegabile pregio di offrire della nostra città, al pari delle altre località pugliesi illustrate, una panoramica originale che si intreccia con la memoria e la storia del Novecento.

La guida raccoglie i risultati di un ampio progetto affidato da Puglia Promozione all'Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia contemporanea “Tommaso Fiore” con la precisa volontà di recuperare e restituire alla comunità tutta i luoghi della memoria ed eventi occorsi all'indomani dell'Armistizio in territorio pugliese.

La Puglia durante siddetto periodo storico si è largamente caratterizzata per aver ospitato numerosi campi di concentramento in cui furono reclusi italiani ed ebrei, ma anche slavi deportati dalla Jugoslavia occupata, oppositori del regime fascista e di accoglienza ove trovarono ospitalità sin dalla fine del 1943 migliaia di profughi italiani e stranieri tra cui moltissimi ebrei in fuga dalle persecuzioni nazifasciste. Di grande rilevo, inoltre, le violenze e le devastazioni perpetuate dai nazisti all'indomani dell'8 settembre 1943 contro militari sbandati ma anche contro cittadini inermi.

Questa guida rappresenta un inedito quanto stimolante strumento conoscitivo che ha il pregio di articolarsi in ben cinque itinerari omogenei. Essa intende, vieppiù, condurre alla scoperta dei luoghi della Resistenza partendo, non a caso, dal Teatro Piccinni di Bari quale epicentro della rinascita democratica in quanto a fine gennaio 1944 fu celebrato il Primo Congresso nazionale del CLN e quindi da dove, attraverso Radio Bari, si librarono nella nazione dopo oltre venti anni di dittatura la voce libera degli esponenti dell'antifascismo (da Croce a Cifarelli, da Fiore ad Eugenio Reale, da Carlo Sforza ad Alberto Cianca).

La guida si è posta anche l'obiettivo di recuperare i luoghi e le vicende precedenti al 1943 rimarcando la fulgida tradizione della regione che, occorre rimarcarlo, fu la regione del Mezzogiorno d'Italia a patire il maggior numero di confinati. Luoghi come Mola di Bari dove il 25 settembre 1921 fu assassinato da squadristi l'onorevole socialista Giuseppe Di Vagno, Turi sede del famigerato carcere da cui transitarono centinaia di oppositori tra cui Antonio Gramsci, le isole Tremiti approdo concentrazionario per quasi duemila oppositori tra cui Parri e Pertini.

Questi sentieri della memoria non mancano però di rilevare le peculiarità paesaggistiche, artistiche e culturali presenti nella Murgia dei Trulli e in quella Ionica, nell'Appennino Dauno, nel Gargano sino alle estreme propaggini del Salento.

Luoghi spesso che hanno ispirato penne di illustri saggisti e scrittori quali Antonio Gramsci, Benedetto Croce, Filippo Turati, Tommaso Fiore, Pasquale Soccio, Luigi Corvaglia.

La città di Gravina rientra nel terzo itinerario denominato “Terra di Bari”. Il percorso prende le mosse da Barletta (città Medaglia d'oro al Valor militare), epicentro di una eroica resistenza ma anche di una brutale rappresaglia, per addentrarsi verso l'Alta Murgia dove alle suggestive cave di bauxite del territorio spinazzolese fa eco Murgetta Rossi, sito di uno dei più efferati eccidi compiuto dai nazisti contro soldati italiani sbandati. Si giunge dunque a Gravina, esattamente ai piedi del colle di Botromagno, nei pressi dell'antica via Appia dove, il 9 settembre 1943,  furono passati per le armi due giovani militari; superato il Ponte Acquedotto che conduce al “teschio” medievale, ecco il monumento dedicato a Filippo D'Agostino, irriducibile antifascista, assassinato con il gas ad Harteim ( Mauthausen), quindi, procedendo verso il centro, Palazzo Pepe, che ospitò il comando jugoslavo negli anni 1943-45, la cui preziosa presenza per la popolazione civile risulta attestata da una lapide posta sull'ospedale vecchio prospiciente la casa natale del martire ed apostolo del socialismo locale Canio Musacchio. L'itinerario procede quindi verso Altamura.

Quest'opera rappresenta il coronamento di un impegno pluriennale interamente rivolto alla salvaguardia della memoria affinchè da essa possa scaturire quella consapevolezza dell'accaduto che deve condurre ad una diffusa identità collettiva democratica ed antifascista.

 

Massimiliano Desiante - Ricercatore Ipsaic e curatore dell'opera


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