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Reddito di cittadinanza, è obbligatorio lavorare per il Comune: chi non lo fa perde il sussidio

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Tempo fa l’assessore Lafabiana, in modo provocatorio, aveva convocato i percettori del reddito di cittadinanza residenti a Gravina presso Palazzo di Città al fine di avere da questi la disponibilità ad effettuare lavori utili per la comunità. Ovviamente non si presentò nessuno.

 

A distanza di mesi, però, quella che fu una provocazione è diventata una possibilità reale in quanto il decreto 4/2019 e il successivo decreto attuativo pubblicato sulla G.U. dell’8 gennaio scorso ha istituito il PUC (Progetto Utili alla Collettività).

 

I Comuni, in pratica, possono chiedere ai beneficiari di prestare attività lavorativa per un massimo di otto ore settimanali di pubblica utilità e la mancata accettazione determina la decadenza del diritto a percepire il reddito.

 

L’assessore ha subito ripreso quella che era una specie di desiderio e sulla sua pagina fb ha scritto: “A giorni gli Uffici comunali inizieranno a convocare i fruitori del RdC (reddito di cittadinanza) al fine di assegnare loro compiti e attività a cui saranno obbligati, pena la perdita del beneficio finora goduto.”

 

Non resta che aspettare un po’ per capire cosa accadrà.

 

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