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Cronaca

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CONSORZIO TURISTICO

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Tante le conseguenze negative provocate dal covid-19, alle migliaia di persone decedute si devono aggiungere la innumerevoli difficoltà che hanno interessati i vari settori produttivi.

In Italia come a Gravina il turismo è stato uno dei comparti più duramente colpito e allora abbiamo fatto una chiacchierata con il dott. Michele Laddaga, Presidente del Consorzio Turistico “Gravina in Murgia”, per avere le sue riflessioni in merito:

D. Durante l'audizione, l'assessora regionale Capone ha definito il 2020 l'anno della resistenza e il 2021 quello della rinascita. L'incognita più grande rimane quella di capire se la gente supererà il trauma che il mainstream che i nostri amministratori hanno inculcato, tornando a viaggiare e a riempire le strutture ricettive a catalogo. E’ d’accordo sull’affermazione dell’assessora?

R. Prima di tutto ti sono grato per l’opportunità che mi offri. Abbiamo vissuto uno tsunami indescrivibile che ha sconvolto la vita di tutti, che dovrebbe spingerci ad una riflessione comune. Italo Calvino, nel romanzo Barone rampante, racconta di un bimbo che, per protestare contro i genitori, era salito sull’albero e di lì non voleva più scendere e motivava il suo rifiuto, argomentando che: “era il mondo ormai a essergli diverso fatto di stretti e ricurvi ponti nel vuoto, di nodi o scaglie o rughe che irruvidiscono le scorze di luci che variano il loro verde a seconda del velario di foglie più fitte o più rare”. Il sociologo Tintori ha fatto una bellissima disanima: “la pandemia ci ha fatto regredire perché abbiamo dovuto ricominciare a preoccuparci dei bisogni primari come la sicurezza, la salute nostra e dei nostri cari, il sostentamento economico e molti si sono rifugiati in modelli del passato”. L’attivismo, in generale, dovrebbe portare tutti a scendere da quell’albero su cui ci siamo riparati, a seguito del COVID e, pur con la dovuta ponderatezza e accortezza, approcciarci alla socialità e alla convivenza, liberandoci dagli incubi e dall’opinione corrente (non è più bella l’espressione italiana?); il turismo è la naturale conseguenza di ciò.

 

D. In che modo la Regione ed altre Istituzioni pubbliche devono intervenire per sostenere il turismo?

R. Questi giorni ho seguito il dibattito apertosi a seguito dei vari DPCM, sigle ormai familiari a tutti; l’ultimo, che dovrebbe contenere le linee guida anche per il settore turismo, non è ancora noto. Dalle prime indiscrezioni, sinceramente, emergono approssimazione e voglia assistenziale, pur necessarie, ma senza alcuna visione strategica e programmatica. Ciò di cui si avverte il bisogno, in questi momenti, sono gli investimenti e le progettualità più che interventi a pioggia. I progetti, gli investimenti prospettano nuove strutture, nuove opportunità, sbocchi di lavoro.

 

D. Il covid-19 ha annullato gli effetti positivi derivanti da Matera capitale della cultura 2019, rimane il ricco patrimonio artistico-ambientale che la città ha. Come Consorzio cosa pensate di attivare per sopperire ai danni che l’emergenza ha provocato.

R. Il 2019 è stato un anno eccezionale, Gravina ne ha beneficiato tantissimo. Mi auguro di cuore che, nel 2021, per i motivi di cui sopra, ci sia la ripresa. Con la persistenza della pandemia, difficilmente si potranno attivare iniziative al chiuso. Sarebbe opportuno, quindi, riversare l’attenzione sul turismo all’aperto. In questi giorni, lavorando su unamia prossima pubblicazione, ho avuto modo di toccare con mano di quanta considerazione goda il territorio di Gravina nell’ambito della ricerca, in virtù del ricco patrimonio materiale consistente in siti, ceramica di ogni genere, tombe di varie specie. Per un turismo all’aperto, gli insediamenti archeologici che circondano Botromagno, da anni nel mirino di studiosi e ricercatori, di università italiane e straniere, rappresenterebbero una delle tante opportunità. La ricerca delle nostre origini interpreterebbe egregiamente la tematica, se riuscissimo ad integrarla con gli agriturismi, masserie e opifici che lavorano, artigianalmente, i prodotti della nostra terra: un ottimo connubio da presentare ai nostri visitatori. Si intravedono interventi governativi e regionali, in merito, che non bisogna lasciarsi sfuggire! Ecco perché sarebbe necessario predisporre adeguati progetti e ponderare i costi che, certamente, non possono ricadere sull’amministrazione comunale, come pure, perchè no, si potrebbe pensare ad un potenziale coinvolgimento di privati. Tracciare un percorso che, partendo dal Bastione, attraverso il ponte e l’area del Padreterno, porti sulla collina, dopo aver reso pedonabile il tratturo che conduce alla vasta area archeologica di Botromagno, e dirigersi, poi, verso santo Staso, Vagnari mentre, sul versante verso Poggiorsini, si potrebbero raggiungere Jazzo Fornasiello, san Paolo, il Garagnone. E’ un sogno? Non difficile da realizzarsi. In attesa di tempi migliori, il primo intervento consisterebbe nella pulitura dei siti. Sarebbe un ottimo investimento per il futuro. E che dire del recupero del tracciato sulla via Appia, che prevede un finanziamento statale di 20.000.000 di euro? Iniziamo a progettare.

 

D. Non diciamo eresie nell’affermare che la collaborazione tra soggetti pubblici e privati aiuta ad ottenere risultati più difficili da raggiungere da soli, in quest’ottica il Comune di Gravina, la Fondazione Santomasi, il Mibact, i Presidi del libro e Cricket Productions hanno pensato ad un progetto per la realizzazione di una guida di Gravina con l’intento di rinnovare un senso di appartenenza e di conoscenza dei luoghi. Perché il Consorzio Turistico non è annoverato fra gli attuatori?

R. Non entro nel merito, in quanto non conosco a fondo il progetto; sarebbe bello ed opportuno che le iniziative vedano il coinvolgimento di tutte le componenti del settore come, più volte, sollecitato dal sottoscritto. Tutto ciò che ruota intorno al turismo, prescindendo dalle peculiarità specifiche, dovrebbe sempre prevedere la condivisione, anche per opportunità logistiche e d’immagine.

 

D. Dopo anni in cui si era soliti solo parlare di uno sviluppo turistico a Gravina la costituzione del Consorzio Turistico, avvenuta grazie all’intesa tra il Comune, la Chiesa e i privati, stava registrando dati di “tutto rispetto” circa l’aumento del flusso turistico. I cambiamenti dovuti allo stop è un duro colpo, qual è ora la posizione dei soci e come volete che il Comune deve intervenire?

R. Anche qui lascio parlare i numeri e le iniziative messe in campo. Il Consorzio è un ente privato, ottimamente ideato, rappresenta uno strumento efficace per incrementare e focalizzare la vocazione turistica. Tra i suoi compiti rientra la gestione gratuita dell’ufficio IAT e, come da protocollo d’intesa con il Comune, la Fondazione, la Chiesa Capitolare, il coordinamento delle azioni inerenti l’offerta turistica, per meglio valorizzare il patrimonio religioso, artistico e archeologico di Gravina; il Consorzio non ha fini di lucro e quindi i soci non potranno mai godere di dividendi bensì sono chiamati a coprire eventuali deficit, cosa che si verifica quasi annualmente e quindi bisogna soltanto ringraziarli. L’artefice e sottoscrittore, di tali accordi, è stato il sindaco Alesio Valente che, bontà sua, ancora oggi, difende e, orgogliosamente, ostenta e gliene va dato atto. La passione e l’entusiasmo ci sostengono e ci spronano; la ricompensa rinviene dalla fame e dalla voglia di turismo che pervade questa città. Il sostanzioso incremento del flusso turistico, registrato nel 2019, l’adesione al corso di formazione turistica, indetto dal consorzio, che ha visto la partecipazione entusiastica di 150 persone circa, rappresentano l’adeguato risarcimento della fatica e dell’abnegazione di coloro che operano nell’esclusivo interesse della comunità e dei suoi figli.

 

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