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Cultura ed Eventi

...nati dal Mare, Pellegrini in terra, col Desiderio di volare.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

 

Commento:

Gesù inizia il Suo Servizio pubblico, dopo un lungo tempo di "quiete" a Nazaret. Giovanni il Battista, vedendo Gesù, grida: "Ecco l'Agnello di Dio...", cioè è giunto il momento in cui non servono più sacrifici continui, come nell'Antico Testamento; ora c'è l'Agnello, finalmente, che è venuto a cancellare il peccato dell'umanità. Tutti noi sappiamo i "10 Comandamenti", li conosciamo ...eppure ogni giorno, forse, li disattendiamo, come afferma il profeta Geremia (3,13), preferendo costruirci cisterne screpolate, che non trattengono acqua, piuttosto di accogliere nella nostra vita l'Acqua Viva del Signore. Con molta superficialità dimentichiamo che l'Agnello Gesù è venuto, ha offerto la Sua vita per togliere "il peccato", come quello di chiuderci alla Parola di Dio. Nella lingua ebraica, il vocabolo " agnello" è usato anche per indicare il " servo", l'innocente, il mansueto che comanda non con la forza, ma con la debolezza, la tenerezza, capace di prendersi sulle Sue spalle la nostra fragilità. Ma esiste oggi ancora la "coscienza del peccato", o siamo divenuti impermeabili, insensibili?! Il peccato-disobbedienza paralizza una persona, una Comunità... A questo proposito, un RACCONTO che potrebbe farci riflettere: " La morte della Parrocchia". Sui muri e sul giornale della città comparve uno strano annuncio funebre: «Con profondo dolore annunciamo la morte della parrocchia di Santa Eufrosia. I funerali avranno luogo domenica alle ore 11». La domenica, naturalmente, la chiesa era di Santa Eufrosia era affollata come non mai. Non c'era più un solo posto libero, neanche in piedi. Davanti all'altare c'era il catafalco con una bara di legno scuro. Il parroco pronunciò un semplice discorso: «Non credo che la nostra parrocchia possa rianimarsi e risorgere, ma dal momento che siamo quasi tutti qui voglio fare un estremo tentativo. Vorrei che passaste tutti qui davanti alla bara, a dare un'ultima occhiata alla defunta. Sfilerete in fila indiana, uno alla volta e dopo aver guardato il cadavere uscirete dalla porta della sacrestia. Dopo, chi vorrà, potrà rientrare dal portone per la Messa». Il parroco aprì la cassa. Tutti si chiedevano: «Chi ci sarà mai dentro? Chi è veramente morto?». Cominciarono a sfilare lentamente. Ognuno si avvicinava alla bara e guardava dentro, poi usciva dalla chiesa silenzioso, un po' confuso. Perché tutti coloro che volevano vedere il cadavere della parrocchia, guardavano nella bara e vedevano, in uno specchio appoggiato sul fondo della cassa, il proprio viso (Br. Ferrero). Siam nati dall'Acqua del nostro Battesimo, camminiamo come viandanti lieti dietro all'Agnello, tra nuvolo e sole, col desiderio nel cuore di volare, di viso in viso, fino al Pacificante Volto e abbraccio della Famiglia Eterna. don Sante.

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