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Cultura ed Eventi

Presentato il calendario 2020 che fotografa le storie di vita millenaria legate alla pastorizia e all’agricoltur

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Per il 2020 l’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia – da settembre scorso guidato da Francesco Tarantini dopo una vacatio durata due anni – ha illustrato in conferenza stampa i risultati delle attività svolte nel 2019 e le azioni che andranno a scandire il nuovo anno, per la valorizzazione dei tredici Comuni che compongono l’area Parco.
Lotta all’abbandono dei rifiuti e contenimento dei cinghiali sono al vertice di un programma mirato di attività. Per arginare l’abbandono dei rifiuti, ormai consuetudine nel territorio murgiano, l’Ente Parco ha avviato il progetto Alta Murgia Free Waste il cui comitato di pilotaggio è stato costituito lo scorso novembre. Progetto che ha un obiettivo duplice: da un lato sensibilizzare le coscienze, dall’altro reprimere le diffuse malsane abitudini. Con una campagna di informazione, Alta Murgia Free Waste agirà per sensibilizzare cittadini e scuole sulle problematiche connesse all’abbandono dei rifiuti nelle aree protette; l’aspetto repressivo, con il fondamentale supporto delle Polizie locali e dei Carabinieri Forestali, riguarderà l’installazione di fototrappole nei tredici Comuni del Parco e l’utilizzo di un’app per permettere ai cittadini di segnalare i rifiuti abbandonati.
Massimo rilievo verrà dato all’azione di contenimento dei cinghiali, attraverso una strategia concordata di recente con Anci, Federparchi, Ispra e Conferenza Stato Regioni. Prevede l’attivazione del selecontrollo nelle aree contigue al Parco e l’implementazione di nuove gabbie di cattura e recinzioni elettrificate a tutela delle colture. Strategia che coinvolge le istituzioni e le altre aree protette regionali e nazionali, per affrontare in modo sinergico un’emergenza che provoca danni continui alle coltivazioni, concentrati in modo disomogeneo nei mesi estivi e invernali per le coltivazioni di cereali e legumi, nei mesi autunnali per le colture a mandorli e a vite. Danni per i quali l’Ente paga indennizzi pari a circa 80.000 euro all’anno.
Ad oggi l’Ente Parco ha stimato una densità di 48 capi ogni 100 ettari, ma l’obiettivo è tendere a una densità massima di 12 capi, come previsto dal Piano di gestione del cinghiale. Negli ultimi centoquaranta giorni sono stati catturati in totale 330 animali.
Nel 2020 sarà centrale la candidatura del Parco a Geoparco UNESCO, avviata per valorizzare la ricchezza di geodiversità che caratterizza il territorio, unico per la specificità di ambiente pseudosteppico e la presenza di geositi ricchi di un’ampia biodiversità (dai microrganismi, all’entomofauna impollinatrice, fino alle straordinarie erbe della murgia).

Per la promozione del patrimonio enogastronomico, ricco di prodotti e tradizioni locali, a inizio 2019 è stato avviato il progetto il Paniere del Parco dell’Alta Murgia con il quale l’Ente punta a far conoscere e apprezzare le produzioni tipiche, tramite un percorso partecipato che ha l’obiettivo di creare cooperative di comunità intorno ai prodotti di eccellenza.
 
La conferenza si è chiusa con la presentazione del calendario 2020 dell’Ente Parco. Dodici fotografie custodite nell’archivio storico del Centro studi Torre di Nebbia, che nascono da una ricerca di Luciano Montemurro durata quasi un quarto di secolo. Un lavoro intenso che ha portato il fotografo a girovagare tra le contrade della Murgia per immortalarne il paesaggio agricolo, gli jazzi, i contadini al lavoro nei campi, le pecore al pascolo e le facciate delle masserie che si ergono superbe nel paesaggio, in coincidenza con il sorgere del sole.

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