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RISPETTARE LA VOLONTA’ DEL BARONE SANTOMASI

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Con delibera di G.C. del 31 dicembre scorso è stato deciso di impegnare a favore della Fondazione Ettore Pomarici-Santomasi la somma di €. 3.100,00 al fine di realizza la mostra permanente di abiti d’epoca 700/800 di proprietà della stessa presso una sala ubicata al terzo piano dell’ex convento di Santa Sofia.

Dal corpo della delibera si evince che il palazzo Pomarici Santomasi, un edificio del XVII secolo, a pian terreno ospita le sale destinate agli abiti d’epoca della famiglia, una esposizione di rievocazione e ricostruzione storica che conta pezzi unici del 700/800 e che riunisce una parte della collezione di abiti originali, restaurati in occasione del centenario della morte del Barone Ettore Pomarici; le sale ospitanti gli abiti presentano situazioni di umidità per cui la Sovrintendenza ne avrebbe sollecitato il trasferimento perché non subiscano danneggiamenti.

Per tale questione vorremmo ricordare all’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione e alla Giunta Comunale che quanto disposto non rispetterebbe la volontà del barone, questi nel proprio testamento dispone: "Il Palazzo sarà destinato alla conservazione dei mobili, dei quadri, libri, documenti antichi, in modo che con gli aumenti che potranno farsi in seguito, diventi un museo e una biblioteca che facciano onore alla sua patria".

 

Della volontà del Barone vorremmo che fosse, in particolare, il rappresentante della famiglia, facente parte del C.d.A., ad intervenire perché si possa trovare una soluzione idonea all’interno delle stanze del palazzo in modo da rispettare quanto voluto dal donatore. D’altronde potrebbero essere altre collezioni non appartenenti alla famiglia a poter essere trasferiti al Convento di Santa Sofia anche per non disperdere quanto appartiene alla famiglia Pomarici-Santomasi.

 

La questione degli ambienti interessati dall’umidità richiama, inoltre, alla nostra attenzione una situazione ancora più grave: lo stato in cui si trovano gli affreschi di San Vito Vecchio per effetto proprio della loro allocazione in luoghi non idonei, la questione è stata più volte sollevata ma per la quale la Sovrintendenza, stranamente, non ha mostrato la stessa attenzione.

Si potrebbe dire che il restauro prima e il trasferimento poi avrebbero un costo ben superiore al contributo di cui sopra però non è ammissibile il dover accettare che gli affreschi continuino a rovinarsi senza che si faccia niente e nel frattempo si sta perdendo un altro patrimonio di valore inistimabile.

Commenti (1)
La Soprintendenza: due pesi e due misure
1Giovedì, 16 Gennaio 2020 10:40
Pinuccio

Un articolo apprezzabile, che lancia un doveroso campanello d’allarme circa lo spostamento di alcuni cimeli della famiglia Santomasi in altri locali, in altri luoghi diversi dal palazzo dove, attualmente sono ubicati. Per questa possibile evenienza è stata scomodata, addirittura, la ignorante Giunta comunale, che ha predisposto un deliberato senza conoscere né il testamento del Barone, né le sue volontà e né ciò che ha lasciato alla città. In più, come viene sottolineato nel pezzo, stranamente, interviene la Soprintendenza, evidentemente e saggiamente pilotata, che chiede lo spostamento degli abiti in questione perché potrebbero deteriorarsi ulteriormente, stanziando in alcuni ambienti inidonei, pieni di umidità . E’ ancora e doppiamente strano il comportamento della Soprintendenza nel momento in cui, anni fa, attraverso due emissarie, fece un sopralluogo agli affreschi di san Vito Vecchio e dichiarò, con un candore da fare meraviglia per ignoranza e incapacità, che non necessitavano di restauro, nonostante fosse stata stilata una precisa relazione diagnostica dal dott. Giuseppe Fabretti, Direttore del Laboratorio di diagnostica dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma. La cosa assurda è che quella relazione non era stata letta da nessuno e da nessuno viene letta, nonostante copia si trovi acquisita dagli uffici della Soprintendenza. Comunque, è stata lanciata la pietra nello stagno. Se, invece, la Fondazione, resterà della sua idea e porterà avanti questo insano progetto, dichiaro sin d’ora la mia volontà di denunciare l’intero Consiglio d’Amministrazione dell’Ente, in primis il dott. Giovanni Colangelo, persona che ha il ruolo, il compito, per essere il rappresentante degli eredi Sntomasi, di custode e garante delle volontà del testatore.

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