Dom12152019

Last updateDom, 15 Dic 2019 6pm

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

   



 

 

 

 

Back Sei qui: Home Cultura ed Eventi "... la tomba è troppo piccola per contenere il mio amore: risorgerò!"

Cultura ed Eventi

"... la tomba è troppo piccola per contenere il mio amore: risorgerò!"

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 20,27-38)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

 

Commento:

Al tempo di Gesù, esistevano diversi gruppi: gli Esseni, (organizzati in comunità isolate di tipo monastico e cenobitico); i Farisei (setta giudaica attenta allo studio e la messa in pratica degli scritti sacri); gli Scribi (custodi, lettori e interpreti della Legge di Dio leggerle, tradurle e interpretarle); i Sadducei (aristocratici; da loro venivano reclutati i sacerdoti e in particolare il Sommo sacerdote). I sadducei miravano a bloccare o limitare l’affluenza delle persone verso Gesù, per timore delle rappresaglie dei Romani, che avrebbero, così, soffocato nel sangue eventuali sommosse. Ogni discussione e domanda è buona per loro per screditare la figura del Grande Maestro. Di qui il racconto fantasioso, da loro inventato, sui sette fratelli e la moglie del maggiore fra loro, per mettere in ridicolo Gesù sul tema della risurrezione, da loro negato. Domenica questa che trasuda “risurrezione” (cf. 1ª Lettura: 2Mac.7,1-2.9-14). Gesù così risponde: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito...» (Lc.20,34). È proprio vero che l’uomo odierno sia troppo curvo sul presente per guardare la Méta; infatti, sembra che l’uomo moderno soffre di amnesia dell’eternità  (Peguy).  Nel film “il Gladiatore”, ogni volta che lo vedo, sono colpito da una frase incisiva del protagonista: «Fratelli! Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità». E i nostri Vescovi: «Sì, riapriamo gli occhi sull'eternità!». Infatti, «il nostro destino eterno ai margini nella predicazione e nella catechesi» (Card.Ruini). Perciò il grande predicatore P. Raniero Cantalamessa afferma: «Torniamo a parlare di speranza cristiana». I novissimi, cioè la riflessione su morte, giudizio, inferno e paradiso, sembrano scomparsi dall'orizzonte dei predicatori. “Credere nella vita eterna è sperare, ossia vivere nell'attesa fiduciosa e operosa dell’avvenire, mantenendo desto il desiderio di vedere il volto del Padre e di essere in comunione piena con lui” (Dionigi Tettamanzi, Questa è la nostra fede”, Ed. Centro Ambrosiano, p.160). Siamo invitati a sperare e a “ non temere”. «Nella Bibbia c’è scritta 365 volte la frase “Non temete!”: il Signore ce lo ripete tutti giorni dell’anno. Non aspettare la partenza per dire: “Ti amo”. Non aspettare la lontananza per scrivere:Ti amo! Non aspettare la morte per esprimere nelle lacrime: “Ti amo!”. La tomba è troppo piccola per contenere il mio amore. Risorgerò!» (Valentino Salvoldi). Suggerisco un libro da leggere con gusto in questo mese di Novembre, per riacquistare il gusto della vita: Valentino Salvoldi, Non si muore, si nasce due volte, Edizioni Messaggero Padova, 2007. Don Sante

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento:
yvComment v.2.01.1

Console Debug Joomla!

Sessione

Informazioni profilo

Utilizzo memoria

Queries Database