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RIFLESSIONI SUL CONVEGNO CITTADINO RELATIVO AL PROGETTO DELLE ACQUE REFLUE AL BOSCO

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Dopo l’incontro pubblico di venerdì 11 ottobre 2019 sul progetto delle acque reflue, organizzato dalla IV Commissione Consiliare, noi di Articolo UNO Gravina sentiamo la necessità di sottolineare alcuni rilievi. L’Amministrazione Comunale e la Commissione avrebbero dovuto sin da subito rendere partecipi la cittadinanza, i comitati e le associazioni sul tema, che riguarda aspetti molto sentiti. Il convegno, invece, si è tenuto solo dopo le nostre continue sollecitazioni e solo a quattro giorni dalla scadenza del bando (15 Ottobre) per l’affidamento dei servizi tecnici della progettazione definitiva. Riteniamo l’indizione di tale incontro quanto meno tardiva, se si considera che da tale convegno sarebbero dovuti venir fuori osservazioni, spunti e contributi da privati cittadini, da associazioni e da comitati, ma anche da tecnici esperti, necessari ad indirizzare lo studio di fattibilità prima e quello esecutivo poi, nella giusta direzione. A voler pensar male, sembrerebbe che il ritardo sia dovuto ad un mero calcolo per dover poi decidere in fretta (e male), esattamente come sta avvenendo.

Dal convegno è venuta fuori una levata di scudi unanime circa alcune criticità del progetto: in particolare, la questione relativa all’impatto ambientale (alquanto invasivo), che avrebbe sul Bosco Difesa Grande. La realizzazione di questo sistema idraulico avrebbe forti ripercussioni dal punto di vista naturalistico sull’habitat presente, osservato speciale, essendo un SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC). Sarebbe disatteso il Regolamento Regionale - norme e misure per il riutilizzo delle acque reflue depurate - che prevede l'utilizzo delle acque reflue solo per scopi AGRICOLI, in contrasto con il Finanziamento regionale.

Problematiche vi sarebbero anche in ordine alla gestione dell’impianto, che nel futuro si profilerebbe molto onerosa per le casse Comunali, tanto da creare sin d’ora perplessità sulla sostenibilità dal punto di vista economico. Per non parlare dei costi di manutenzione previsti per i prossimi anni di gestione che sono tutti a carico delle casse comunali e non previsti nel finanziamento.

Queste solo alcune delle criticità emerse ad un primo esame del progetto: per non dire poi che se il progetto nasce per la prevenzione degli incendi, per come andrebbe realizzato non soddisferebbe neanche minimamente lo scopo. Siamo grati alla Regione Puglia e all’Assessore Regionale Giannini, per la disponibilità dei fondi messi a disposizione e per l’impegno profuso, ma vorremmo sottolineare che noi non siamo e non vorremmo essere i detrattori di questa opportunità. Noi vogliamo che si realizzi assolutamente un progetto a “difesa” del Bosco, ma non in questi termini e nelle modalità sostenute dall’amministrazione. Vorremmo semplicemente che i fondi messi a disposizione diventino una risorsa; che vengano impiegati per finalità utili alla difesa del territorio, senza che il tutto si trasformi in una beffa doppia: spreco di risorse e realizzazione di un progetto inutile se non dannoso per il territorio.

Siamo d’accordo, come pare lo sia stata tutta la platea presente al convegno, sulla realizzazione di uno o più invasi (per altro già presenti nei pressi del bosco) per la raccolta delle acque. L’opera in questione dovrà essere propedeutica ed organica ad un progetto più ampio che preveda interventi di prevenzione e azioni di spegnimento attivo nella soppressione del fuoco.

In tutto questo discorso ci permettiamo di suggerire al progettista che il suo ruolo dovrebbe fermarsi al dato tecnico, non essendogli consentito di formulare giudizi che riguardano la discussione politica e coinvolgono coloro che cercano costantemente di suggerire fattivi contributi volti alla protezione ed alla tutela del bosco. Il progettista, infatti, ha il compito precipuo di realizzare ciò che gli viene commissionato; al massimo se richiesto può illustrarlo. Solo l’Amministrazione, se capace, ha il dovere di spiegare la scelta politica intrapresa.

Consigliamo al Governo cittadino di non arroccarsi nel Palazzo, decidendo con arroganza le tante scelte per la nostra città. Sarebbe opportuno cambiare registro e tentare di avvicinare maggiormente la politica alla cittadinanza. Solo qualche giorno fa, l’Amministrazione ha aderito alla manifestazione mondiale sul clima (Fridays for Future), mostrando sensibilità ai temi ambientali. Le scelte adottate, però, contraddicono - nei fatti - gli impegni e i proclami di facciata. Su tali imbarazzanti contraddizioni si cerca di andare avanti a spron battuto. Ci auguriamo che gli esiti dell’incontro pubblico dell’11 ottobre scorso portino chi di dovere a miti consigli.

Gravina in Puglia 14/10/2019

                                                         ARTICOLO UNO - Gravina in Puglia

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