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Cultura ed Eventi

ASCENSIONE, cioé presenza nuova, ricchezza di Doni

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

Commento:

Siamo giunti a contemplare le 4 grandi Solennità: l’Ascensione di Gesù al cielo, la Pentecoste, la Santissima Trinitàe il Corpo e Sangue di Gesù (il “Corpus Domini”). In questa Domenica commento i DONI dello Spirito Santo. Nella prossima i FRUTTI che lo Spirito ci dona. I sette doni descrivono la persona che vive nello Spirito Santo. 1SAPIENZA (Dal latino: “sàpere” = avere sapore). Questo dono ci fa gustare la vita! Ci aiuta a scoprire quanto siamo amati da Dio; per imparare a vivere e non vivacchiare, a vivere con gusto e non lasciarci vivere! La sapienza è un dono che ci educa al pensiero di Gesù, ad amare le cose di Dio. Come il sale dobbiamo insaporire la nostra e l’esistenza degli altri che ci sono vicini. 2INTELLETTO (Dal latino “intus légere” = leggere dentro, in profondità). Lo Spirito ci è dato per illuminare il nostro sguardo sulla realtà e per renderci capaci di fare unità in mezzo alla frammentazione e confusione del tempo. L’intelletto è un dono per riflettere, meditare, contemplare, andare in profondità; guardare con gli occhi di Dio. Chi legge nel profondo, nel profondo comunica, usando il linguaggio dell'Amore. Quello dell’Intelletto è il dono della «profondità» contro la «superficialità»; il dono dell'«essere» contro l'«apparire». 3CONSIGLIO (Dal latino “consùlere” significa decidere). “Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare” (Sal.16,7). Lo Spirito esiste per orientare le nostre scelte, per orientarle secondo verità. Il consiglio è un dono per scegliere il Suo “progetto”, collaborare con Dio. 4FORTEZZA (Dal latino “capacità di saper affrontare le situazioni difficili”). “Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza” (Sal.18,2). Lo Spirito esiste per aiutarci ad essere fedeli ed affidabili, a mantenere gli impegni e le promesse, a non farci scoraggiare mai dinnanzi agli ostacoli! Uno scrittore dei primi secoli del Cristianesimo paragonava lo Spirito Santo all'allenatore, che prepara alla fatica. 5SCIENZA (dal latino “scire” cioè conoscere). “O Signore, nostro Dio, quanto è grande il Tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza” (Sal.8,2). Lo Spirito esiste per aiutarci a scoprire il perché delle cose. Il cuore è la casa dello Spirito e il cuore non ha colore della pelle, non ha vestiti belli o brutti, ma è nudo come il Bambino di Betlemme e il Gesù in Croce. Lo Spirito ci fa dono di conoscere il cuore, per non fermarci alle apparenze. Chi ama capisce meglio, capisce prima, capisce di più. 6PIETÀ (Dal latino: “pìetas” = amore dei figli verso il padre). Lo Spirito esiste per riempire il cuore di tenerezza e di amore verso Dio. É lui che ci aiuta a vivere da innamorati di Lui. Avere pietà significa sostenere (“tenere su”), comprendere (“prendere con”), condividere (“dividere con”), essere compagno (dividere e mangiare lo stesso pane). 7. TIMORE DI DIO (dal vocabolario: “sentimento di rispetto, paura di far soffrire”). “Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie…Gettiamoci nelle braccia del Signore e non nelle braccia degli uomini” (Sir.2,15-18). Il dono del Timor di Dio ci ricorda che dobbiamo inginocchiarci se voglio innalzarci, ci spinge ad alzare le mani e pregare con amore: poiché se è vero che siamo un nulla, siamo un nulla abbracciato da Dio, che è Tutto. Con Gesù che sale “tra le nubi”, le nostre nubi, le nostre nebbie sono diradate e già lo scorcio di Cielo si intravede, méta beata di pellegrino.Don Sante

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