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Cronaca

Bosco Difesa Grande, silenzio assordante.

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Fra pochi mesi si celebrerà un triste anniversario: l’incendio boschivo avvenuto due anni fa; molte le parole dette per cercare le misure utili che possano evitare future sciagure ma pochi i fatti.

Tra le tante parole post incendio vi fu una proposta da parte della Regione subito tradotta in un sostaniale finanziamento (oltre cinquemilioni), sia pure in sordina questo progetto, riutilizzo delle acque reflue, sta proseguendo il suo iter: la Giunta Comunale del 21 maggio scorso ha deliberato la variazione del quadro economico aumentando la somma per le spese tecniche che è passata da 295.000 euro a 435.000 euro; giustificato dall’affidamento della direzione dei lavori che prima doveva essere assunta da un interno ora, causa organico insufficiente, sarà assunta da un esperto esterno.

La stessa seduta ha ratificato anche la figura del R.U.P. nella persone del dirigente Ventola.

In realtà sin dall’inizio il progetto aveva fatto sorgere dubbi per l’impatto ambientale, per i costi di gestione e per l’effettiva utilità alla causa.

Era stato detto che tutti gli aspetti dovevano essere approfonditi dalla comunità tramite l’interessamento delle associazioni, del comitato cittadino per la difesa del bosco, degli esperti; orientamento espresso anche dalla Quarta Commissione consiliare “Verde, Bosco e Promozione del territorio”, presieduta da Domenico Calderoni (componenti: Silvano Burdi, Ignazio Lovero, Domenico Romita e Giuseppe Vitucci).

Un comunicato stampa del 21 marzo, infatti, dichiarava che questa “…ha deciso inoltre di calendarizzare, per i giorni a venire, una serie di incontri – in particolare con il mondo dell’associazionismo locale – per recepire opinioni e contributi in ordine all’adeguatezza del progetto e su eventuali integrazioni allo stesso, in grado di garantirne una ancor maggior aderenza ai principi di tutela dell’ambiente, nel rispetto del prioritario interesse collettivo”.

Sono passati due mesi e a farlo da padrone sull’argomento è stato solo il silenzio, non si può chiudere la porta in faccia ai cittadini su una decisione che attiene la difesa di un patrimonio pubblico ed allora si cominci realmente ad ascoltare e recepire le opinioni ma, principalmente, si cerchino soluzioni per l'immediato.

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