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M5S REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DI BURDI

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Le consigliere pentastellate rispondono al Presidente della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi” in merito alle sue dichiarazioni, rilasciate durante un’intervista ad una testata giornalistica locale, in seguito alla segnalazione all’ANAC, presentata dalle rappresentanti del Movimento Cinque Stelle di Gravina, per denunciare la violazione, commessa dalla Fondazione, dell’obbligo di dare evidenza pubblica di tutte le sue delibere.

"Prima di tutto - dichiarano le consigliere - corre l'obbligo di precisare che, contrariamente a quanto dichiarato dal Presidente Burdi, e come lui, peraltro, sa benissimo, i consiglieri comunali non percepiscono alcuno stipendio, ma esercitano un mandato puramente elettorale in rappresentanza dei cittadini che, tra l’altro, hanno il diritto di conoscere, sempre, come vengono spesi i soldi pubblici. 

In funzione di ciò - dichiarano le pentastellate - avendo riscontrato una grave inadempienza compiuta dalla Fondazione, rispetto all’obbligo di rendere pubbliche, a mezzo dell’Albo Pretorio del Comune, tutte le delibere con cui l’Ente decide come e per cosa utilizzare il contributo di 142.000 euro che le viene elargito ogni anno da Palazzo di Città, abbiamo provveduto ad inoltrare una segnalazione all’Anac.

In particolare, ci preme precisare che, al contrario di quanto sostiene il Presidente dell'ente morale, anche i bilanci, sia preventivi che consuntivi, devono essere pubblicati sull’Albo Pretorio, perché, gli stessi, alla stregua degli altri atti, così come sancisce l'art.  13 dello stesso statuto della Fondazione, vengono approvati con delibere del suo c.d.a. le quali soggiacciono all'obbligo del successivo art. 15 che, appunto, impone debbano essere tutte pubblicate nell'Albo Pretorio del Comune. 

Questo è un obbligo di rendicontazione di evidenza pubblica al quale l’Ente deve assolvere nei confronti dei cittadini, ragion per cui il deposito cartaceo dei bilanci presso gli Uffici comunali non assolve assolutamente il Presidente da quanto previsto e sancito dallo stesso Statuto della Fondazione che, a differenza di ciò che appare, si presume, Burdi conosca a menadito. 

Pertanto - concludono le pentastellate – non ci resta che auspicare un accertamento celere da parte degli organi di controllo che abbiamo sollecitato per chiarire definitivamente quanto da noi segnalato.  

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