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Per non ingenerare falsi storici

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Nel testo, quando si fa riferimento alla scelta di alcune musiche di Antonio Vivaldi, viene invocato e giustificato il tutto in base ad un rapporto, frutto di incontri quasi periodici, che ci fu tra il musicista e papa Benedetto XIII, bisogna ravvisare un errore di carattere storico, se non, addirittura di un falso storico. E' vero che alcuni testi fanno riferimento a questo rapporto o ad una serie di incontri tra i due, sfociato in alcune sequenze di un film del 2006: Un prince a Venise, del regista Jean Louis Guillermou, sulla vita del musicista dall'appellativo di prete rosso, per via della sua capigliatura. Purtroppo, "il fautore" di questo casus belli o chi ha ingenerato questa confusione è stato Gianfranco Formichetti, con il suo libro: "Venezia e il prete col violino. Vita di Antonio Vivaldi", introduzione di Armando Torno, Tascabili Bompiani, marzo 2006. Un altro che si è lasciato ingannare o che è stato tratto in inganno, involontariamente, dalla lettura di questa biografia, è stato Vittorino Andreoli, il quale nel suo "Preti di carta. Storie di santi ed eretici, asceti e libertini, esorcisti e guaritor", Piemme, 2010, fa riferimento all'amicizia tra il papa gravinese e Vivaldi. Io stesso, nel curare la ricerca storico-iconografica sull'Orsini, sono scivolato sulla buccia di banana. Mi sono rialzato quando mi è venuto incontro od ho chiesto la consulenza, lumi al maggiore storico vivente di Vivaldi, il maestro Francesco Fanna, tra l'altro, dal 1997 è direttore dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, il quale mi ha smentito categoricamente tutte le leggende che sono state raccontate e tramandate sui rapporti tra il musicista e Benedetto XIII. Anzi, secondo Fanna, Vivaldi non ha mai conosciuto il Pontefice gravinese, perchè l'ultima volta che soggiornò a Roma, senza più tornarvi, fu prima del conclave in cui fu eletto il domenicano frà Vincenzo Maria Orsini.