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Cultura ed Eventi

Trasfigurazione

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,28-36)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Alcune riflessioni:

La Liturgia della Parola della prime due domeniche di Quaresima sono “a tema fisso” (tentazioni, trasfigurazione). Oggi siamo invitati a salire con Gesù sul Tabor per rafforzarmi non solo in vista di questa Pasqua, ma …in vista della Pasqua Eterna. S. Agostino afferma che l’intera nostra vita di viandanti è una più o meno lunga quaresima. È una Domenica di luce, in cui siamo invitati con i tre Apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni (testimoni di alcuni eventi più significativi, come la Trasfigurazione e l’agonia di Gesù nel Getsemani), ad alzare il nostro sguardo dalle frenetiche e indaffarate nostre giornate. Come lontana è la nostra esperienza di festa! Quanta agitazione in quel giorno, che chiamiamo “Domenica”! Invece di essere il “Giorno dei giorni”, diventa il giorno “più strapazzato” della settimana. Mi viene in mente quello scritto di Mons. Francesco Lambiasi sul Giorno del Signore, il “Decalogo della Domenica”, dettato dalla Domenica: «Io sono il giorno del Signore, Dio tuo. Io sono il Signore dei tuoi giorni. 1 . Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La Domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per tutti. 2 . Non trascorrere la Domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione. 3 . Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica. 4 . Onora tu, padre, e tu, madre, il grande Giorno con i tuoi figli! Non imporlo mai neanche ai minori: non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa: questo vale molto più di ogni predica. 5 . Non ammazzare la Domenica con il lavoro, soprattutto se remunerativo. 6 . Considera la Domenica il momento di intimità fra Cristo e la Chiesa sua sposa come ha detto il Papa. 7 . Non rubare la Domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro. 8 . Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che tu puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa. Altrimenti c’è qualcosa di immaturo nella tua pratica, qualcosa di clandestino nella tua anima. 9 . Non desiderare la Domenica degli altri: i ricchi, i gaudenti, i bontemponi. Desidera la Domenica degli ultimi, dei poveri, per Dio e per gli altri. 10 . Non andare a Messa perché è festa, ma fa’ festa perché vai a Messa». Siamo invitati in questo giorno di Trasfigurazione a tuffarci in questo “battesimo settimanale”, cui non possiamo rinunciare: «Senza la Domenica non possiamo vivere», come i Martiri di Abitene professavano, prima del loro martirio.  «Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell'oscurità delle caverne» (Kahlil Gibran, poeta, pittore e profeta albanese, +1931). In questa Domenica luminosa, dobbiamo «invertire la direzione a tante tensioni ed attenzioni che ci portano fuori centro». Come gli Apostoli, che contemplano Gesù insieme a Mosé (il Legislatore dell’Antica Alleanza del Sinai) e ad Elia (il grande profeta dell’Antico Testamento) ed ascoltano la testimonianza del Padre, così anche noi siamo invitati, nelle nostre comunità sia parrocchiali che religiose, come negli ambiti associativi ecclesiali, ad intrattenerci di più nella lettura, l’ascolto della Sua Parola, per riscaldare il nostro cuore ed illuminare gli occhi della nostra mente. Che il giorno della Trasfigurazione metta nel nostro cuore tanta nostalgia a tal punto da desiderare anche noi di fare, a fine settimana, “tre capanne”, per poter riposare nella Parola e sfamarci al Pane dei viandanti. Don Sante

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yvComment v.2.01.1